Home Page :: Indice Articoli
Buona lettura
[08/4/05] Paul Di Anno + Children of the Damned @ "Thunder Road", Codevilla (PV)
articolo di: Darkblood
Image Hosted by ImageShack.us
Io e Lisy arriviamo in un Thunderroad semideserto,freddo e inospitale verso le 22. Superato l’impatto iniziale comincio a guardarmi intorno e scorgo,per la prima volta nella mia vita,il mio idolo in carne ed ossa che vestito da perfetto punk, con catena al collo,chiodo d’ordinanza e maglietta dei Ramones, si aggira spaesato per il locale con le cuffie nelle orecchie. Lo disturbo immediatamente con la classica richiesta di autografi. Si accorge di me, si toglie le cuffie e mi stringe la mano ma risponde:” Oh i’m sorry…i must do it after the show man!”.
Strategie da music bussinnes che non ti aspetti proprio siano rispettate da un personaggio del genere.
Sta di fatto che dopo aver mangiato e girovagato un po’ per ambientarsi,ce lo becchiamo visibilmente divertito a fare un meet’n’greet in cui trovo soddisfazione.
Il gruppo spalla, gli Zerouno, sono il solito (bravo) gruppo cover che suona le solite canzoni ritrite che hanno un po’ rotto i coglioni a chiunque frequenti abitualmente locali rock, ma grazie al cielo arrivano subito i Children of the Damned a scaldare gli animi. E’ chiaro che stasera il loro cantante è destinato ad una comparsata, ma il loro set di classici dei Maiden (Powerslave, Run to the Hills, Revelations…) fà subito centro come ovvio in una situazione del genere. Dal canto loro i ragazzi ci mettono passione e convinzione. “E adesso arriva lo zio, Paul Di Anno e vi fa un culo così!”Lo zio lo chiamano, perché il rapporto tra lo storico singer e i Children\Screaming Monkeys (come si fanno chiamare quando hanno Paul al microfono) è fantastico non solo dal punto di vista musicale; gustosissimi saranno i siparietti tra di loro, con diversi insulti in italiano, in corso di performance.
Cambio di palco e dopo un po’ di attesa ecco risuonare nell’aria, ormai riscaldata dal respiro dei presenti, le note della mitica Transilvania.
Nel frattempo il locale si è riempito, si toccano le 300 unità e la gente si sta già esaltando e fà partire l’headbanging.
La strumentale finisce e si comincia a saltare su un giro di basso stranoto: è su Wrathchild che entra Di Anno vestito da numetaller con tanto di cappellino da baseball che verrà presto abbandonato per l’eccessiva calura.
Appesantito e invecchiato il singer non ha perso un filo della sua spacconeria e rabbia interiore. La voce è un po’ più rauca che in giovinezza (alcool e fumo…) e per sua stessa ammissione (“Sembro Blaze Bayley”) non al top, ma espressività e potenza sono quelle di una volta.
La festa per i nostalgici diventa ben presto un lungo addio tra fans e artista che dopo qualche pezzo confessa:”Next year…io finito!”.
Già, si ritira, e mentre scrivo provo tutta la tristezza che non sono stato in grado di provare al concerto a causa dell’adrenalina.
Un istintivo NO si leva dalla folla e arriva la risposta:”Oh…I love you, I love you so much but it’s killing me!”.
Lo spettacolo è a ragion veduta, una sintesi della sua carriera, con un set in cui i pezzi degli Iron soccombono rispetto a quelli dei suo Killers (conosciuti solo da me e dai suoi amici inglesi che li cantano parola per parola), e c’è spazio addirittura per Children of Madness degli ancora meno noti qui da noi Battlezone. Si rifiuta di fare Women in Uniform e Iron Maiden perché abbastanza vecchio per decidere quello che gli pare.
Parla molto l’ex maiden, gioca e scherza con pubblico e musicisti ( “Finocchio!” dice al chitarrista), è un vero fiume in piena tra dichiarazioni d’amore al suo pubblico e all’Italia, patria dei suoi genitori, raffiche di fuck e motherfucker ed insulti a tutti, Del Piero compreso.
Su The Beast Arises invita tutti ad alzare il dito medio e sollecita Lisy a seguire l’esempio in rappresentanza del genere femminile.
Strange World è dedicata all’amico Harris, Remember Tomorrow al defunto Papa precedentemente tirato in ballo in modo stupido e deprecabile.
La sua musica fuoriesce dagli amplificatori e convince tutti, anche grazie a buone dosi di esperienza che lo aiutano a coinvolgere tutti anche durante i pezzi solisti. Fino a una Running free in duetto col cantante dei Children che sembra far finire il delirio con l’abbraccio finale tra i due.
Ma si ritorna sul palco per una Sanctuary annunciata “in my own style”: un punk sfrenato che scatena il pogo più feroce della serata.
Il canto del cigno. Un animale da palco, un pezzo di storia che ci lascia.
Ciao Paul, grazie di tutto!
Image Hosted by ImageShack.us
Finestra sul Mondo del Metallo
le ultime news
0 00 ICED EARTH: il ritorno di Smedley
0 00

INFERNAL POETRY: la tracklist del nuovo EP!

0 00 Blind Guardian stasera all'Alcatraz
0 00 IRON MAIDEN: suonano l'intero album alla prima data del tour americano
0 00 BLOOD RED THRONE: in studio a dicembre
0 00 Party.San Open Air Festival: le prime conferme
0 00 AMON AMARTH: al 21° posto nella classifica tedesca
0 00 GORY BLISTER: concerti in Italia
0 00 MANEGARM: titolo del prossimo album
0 00 WACKEN 2007: nuove conferme

Concerti metallici
i prossimi appuntamenti live
Ottimizzato per:
Browser: Mozilla 1.x - Risoluzione: 1024x768 - Charset: ISO-8859-1