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La giornata si apre con un sole luminosissimo che spacca le pietre e contribuisce a scaldare il pubblico, a dire il vero non numerosissimo, dell'Arena. Purtroppo arriviamo in ritardo e ci perdiamo l'esibizione dei primi due gruppi: Dark Lunacy e Into Eternity, peccato.
La nostra avventura si apre con una buona dose di perplessità sull'organizzazione di quest'anno. Come al solito, la security detta le regole che quest'anno ci sembrano troppo ferree. Niente tappi, niente bottiglie, niente!! Perplessi, ci pare l'ora dello spuntino e ci rechiamo al primo baracchino appena fuori dai cancelli e ordiniamo un panino, ma senza salse, l'organizzazione del concerto le ha vietate. Senza salse e senza acqua ci pare il momento di entrare e così eccoci all'interno dell'arena, puntuali per l'esibizione dei Domine. Anche se ormai non serve più sottolinearlo, il gruppo capitanato dall'ottimo Morby, riesce ad attirare un gran pubblico, farlo cantare e farlo divertire. Una cosa subito balza all'orecchio, la scarsissima perizia con la quale sono stati effettuati il controllo dei suoni: la voce va e viene, la chitarra si sente appena, sbalzi di volume improvvisi rendono molto poco l'idea di cosa succede sul palco.
Ora sul palco salgono i Rage, gruppo di tutto rispetto che meriterebbe sicuramente più attenzione e più spazio, ottima l'esibizione sporcata dal solito mixer impazzito: a circa metà esibizione, la voce di Peavey sparisce per qualche secondo per problemi tecnici. É l'inizio delle fine... La band, ottima come sempre ci hanno proposto del nuovo (War of Words, Set this World on Fire e Down) e del vecchio come Higher than the Sky e Don’t You Feel The Winter, pezzo storico di ormai 15 anni. Mostruoso come sempre il troll dietro le pelli che si scatena lanciando le bacchette in aria.
É la volta degli Anathema, gruppo che sentivo per la prima volta dal vivo, e che a dire il vero, un po' per il caldo, un po' per il genere e un po' per quei soliti suoni, non mi sono piaciuti. Da notare il tentativo di "coverizzare" Confortably Numb dei Pink Floyd. Quest'anno il Gods è cominciato piuttosto male, e continuerà peggio.
Ora tocca ai Symphony X che ho preferito non ascoltare per recarmi allo stand di Metal Hammer / Metallus per il meet 'n' greet con i Rage, il gruppo che fino ad allora mi aveva entusiasmato di più.
Non c'è tempo per troppe chiacchiere: arrivano i Nevermore. Il gruppo rende tantissimo dal vivo, una performance più che buona accompagnata da un alto gradimento e da un'ottima partecipazione del pubblico, che, nel frattempo, sta aumentando. Solita pecca: il suono ballerino che non ha risparmiato nessun gruppo fino ad ora. Sono le 18 circa. Il cielo si annuvola sempre di più e sembra non promettere bene.
E cominciò a piovere.... un diluvio di proporzioni bibliche si abbatte sull'arena e costringe molti a trovare rifugi di fortuna (??????), non basta la pioggia, arriva anche la grandine. L'assenza di posti al coperto, ci costringe a beccare in testa delle noccioline di ghiaccio, cosa non del tutto piacevole. La gente si rifugia dove può e dopo poco gli stands distributori di bevande e cibo si rivelano essere l'unico posto coperto dell'arena, vi lascio intuire cosa sia successo...
Chi può si rifugia in tenda, chi non può si attacca al cosiddetto tram, ma siccome siamo metallari, si attacca al cazzo! e si becca la pioggia.
Ennesima conferma della pessima organizzazione di quest'anno è la situazione del palco, completamente scoperchiato alla fine del nubifragio, e del suolo dell'arena, una vera e propria piscina. Mentre i più sono intenti ad asciugarsi, ci concediamo il lusso di un panino e di una sigaretta prima di capire cosa succederà, quando il concerto riprenderà, se riprenderà, ecc...
Ecco che cominciano a girare, divulgate dall'organizzazione (o almeno così pare), le prime voci sulla sospensione definitiva del concerto, ed ecco che i primi gruppi di fans desolati abbandonano il festival per tornare nelle rispettive case. La Live e gli organizzatori non parlano in maniera ufficiale, silenzio stampa o indecisione?, per altre vie riusciamo a sapere che entro sera il concerto riprenderà e si esibiranno i soli Judas Priest all'orario stabilito, mentre il concerto degli UFO e degli Stratovarius sarebbe stato annullato.
Sono le 21.30, l'orario di riferimento per l'inizio del concerto degli headliner, il palco è pronto, gli strumenti, seppur danneggiati, sono sul palco, tutto sembra ok, mancano solo i protagonisti. Mentre in un loop quasi infinito ci propongono Back in Black degli AC/DC ammiriamo la scenografia, un forte richiamo alla copertina del DVD Electric Eye, una bella scala di acciaio porta ai piani superiori del palco dove è posizionata la batteria di Scott.
E alle 21.15 comincia lo show dei Judas Priest, proprio con Electric Eye. Rob Halford parla chiaro, "The Priest is back", ma siamo stati capaci di accoglierlo? Il pubblico sembrava piuttosto moscio e bagnaticcio, alcuni se ne erano già andati, Scott Travis picchia sulle pelli, ma ogni tanto non si sente nulla... forse l'edizione più brutta del Gods of Metal, ma quando ci sono i Priest, tutto il resto non conta. Un crescendo da paura ci porta nella zona calda del concerto che culmina con le bellissima Victim of Changes, Breaking the Law (condita dalla solita presentazione) e Painkiller. Il cielo si fa di nuovo grigio... I Judas annunciano "Il concerto è finito" ed escono dal palco, ma passato neanche un minuto (probabilmente affrettati dalle prime gocce di pioggia) ecco ripresentarsi avvolto da una nuvola di fumo il metal god in sella alla sua moto, pronto per un tris di capolavori Hell Bent For Leather, Living After Midnight e United. C'è pure il tempo di qualche coretto improvvisato col pubblico prima di terminare con You've Another Thing Comin' e mandarci tutti a dormire con la consapevolezza che il grande Halford è tornato e alla grande, nonostante la non più giovane età.
Alla fine l'altoparlante annuncia che l'esibizione degli Stratovarius sarebbe stata effettuata il giorno successivo, e che si sarebbe potuto accedere all'arena nella giornata di domenica, anche con il biglietto del primo giorno. Decisione piuttosto sensata, ma che comunque non ha fatto piacere a chi aveva speso 70 euro per il biglietto per entrambi i giorni.
Ottima a prescindere la serietà dei gruppi, da vergogna quella dell'organizzazione.
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