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Buona lettura
Intervista ai Chelmo
articolo di: MohrTheCruel
I Chelmo sono una valida realtà nostrana nella scena black metal italiana, perciò ho colto l’occasione dell’uscita del loro secondo lavoro, l’ep “Under Our Cemetery” , per intervistare il batterista Vidharr.

1. Innanzi tutto benvenuti nella fortezza, è sempre un piacere intervistare una promettente band italiana. Volete presentarvi ai lettori?

Ti darò una breve biografia della band.
Nel 2002 Ferghus(basso), Berghof (chitarra), R.S.Nattramn ed io abbiamo formato la band vera e propria e cominciato a scrivere i primi pezzi; lo stesso anno in cui siamo entrati in contatto con F.G.Smara e abbiamo iniziato una collaborazione che ha portato me e Ferghus a partecipare alla realizzazione del suo primo lavoro. Nel 2003 Balrog è entrato come seconda chitarra ed abbiamo fatto alcuni live nella zona, intensificando la produzione di materiale che ha portato alla realizzazione del primo demo-tape alla fine dell'anno stesso; nonostante la scarsa produzione, il demo ha ricevuto alcuni consensi positivi. Il 2004 è un anno scarso di lavoro, abbiamo lasciato la già inesistente attività live e siamo arrivati al 2005 perché si decidesse di realizzare un nuovo lavoro(Under our Cemetery); durante le registrazioni, R.S.Nattaramn ha lasciato la band e in seguito anche Balrog, il quale, comunque, vi ha partecipato. Ha collaborato inoltre come session alla registrazione del basso Daen (già bassista nel progetto con Berghof, Moriar).

2. Ho apprezzato molto il vostro nuovo ep “Under Our Cemetery”, siete soddisfatti di come è stato accolto da pubblico e critica?

Si, non ho mai sentito parlar gran male di questo lavoro, anche se ho a volte letto commenti e opinioni forse un po’ fuori luogo; dipende ovviamente tutto dal punto di vista di chi esprime il proprio giudizio, che è sicuramente diverso dal mio, dal momento che ho personalmente curato la registrazione e visto quindi nascere questo lavoro. Cosa manca a questo album lo so e lo sappiamo bene noi, anche se le critiche sono sempre umilmente accettate.

3. Nel nord-est del nostro paese ci sono molti gruppi black metal di un certo livello, quanto influisce il posto in cui vivete nella vostra musica? E' una fonte di ispirazione?

Il luogo in cui viviamo, sopra e sotto la terra, influisce ed è sicuramente fonte di ispirazione per i Chelmno e non solo, credo lo sia per tutte le band di questa bellissima zona. I luoghi e la natura che ci circondano sono davvero incredibili e non hanno nulla da invidiare ai paesaggi scandinavi. Credo non potrei abitare in un luogo migliore. Ora arriva la stagione invernale, il paesaggio si trasforma e ci accoglie, donandoci quell’ispirazione che mettiamo anche nei nostri pezzi e che credo contraddistingua le band di questa zona.

4. Invece musicalmente che gruppi vi ispirano maggiormente? Anche all'infuori del black metal intendo.

Abbiamo appena concluso un ciclo compositivo; fino a poco tempo fa’, tutte le song erano composte da Berghof(chitarrista), il quale, come si può sentire anche in quest’album, cercava ispirazione musicale principalmente dal black o dal thrash degli anni ‘80 o primi ’90, ecco perché le melodie sono in più di qualche occasione “rockeggianti”. Ora le song vengono scritte anche da Ferghus, che assieme a Behrgof, sta creando delle composizioni più fredde ed oscure, abbandonando sempre di più lo stile presente nel demo-tape e in ques’album. Non credo ci siano delle band precise su cui basarsi, solo una volta finito un pezzo c’è chi subito lo abbina a qualche band scandinava.

5. Come presentereste la vostra musica ad una persona che non vi ha mai ascoltato?

I Chelmno suonano necro blackmetal, anche se questa denominazione non è legata solo alle composizioni. Credo presenterei la nostra musica, dando alla persona il disco da ascoltare, spiegandogli semplicemente di che genere si tratta. Ognuno ha un modo personale di scrivere e suonare, non mi soffermerei quindi a fare una lista di gruppi che possono circa assomigliarci; il giusto ascolto nel momento adatto è quello che ci vuole per apprezzare un disco come quello dei Chelmno.

6. So che volete tenere i vostri testi "riservati" e se da un lato condivido la vostra scelta, da un altro per me è un peccato perchè mi piace leggerli per comprendere meglio la musica. Potete dirci almeno su quali coordinate si muovono anche a grandi linee?

Sul disco(non il promo), abbiamo deciso di pubblicare solamente due testi, che credo bastino alla gente per capire le linee su cui si muove in quel lato la band. Della dicitura di questi si è sempre occupato il vecchio singer R.S.Nattramn e spesso ha manifestato la volontà di non parlarne troppo. Possiamo solo quindi leggere quello che aveva scritto e tentare di intuire il messaggio che voleva esprimere. Nella maggior parte dei casi penso che comunque si ispirasse ad avvenimenti personali ed avvenimenti vissuti in quegli anni assieme a noi.

7. Cos'è per voi il black metal? Come lo vivete fuori dalla band?

Il black metal è entrato nella nostra vita e difficilmente per ora ci uscirà. Influisce nelle nostre abitudini e sul nostro stile di vita perennemente, dal momento che ci alziamo da letto fino a che ci torniamo e probabilmente anche mentre dormiamo. Entra nelle nostre orecchie e ci da quelle emozioni che pochi altri generi riescono a suscitare. L’ascolto, il giusto ambiente ed i momenti che passiamo assieme alle altre band di questo nord-est sono fondamentali, peccato che da quando abbiamo iniziato a suonare, il tempo per queste cose è sempre meno e anche in questo modo il black metal ci tormenta.

8. Che pensate della scena italiana, sempre se si possa definire tale?

Ovvio che si può definire tale, dalla fine degli anni novanta si sono formati e consolidati importanti nomi all’interno del nostro paese e chi è attento può scorgere purè due zone caratteristiche. Bisogna ovviamente avere il senso di capire chi includere e chi non includere in questa “scena”, super produzioni e capacità tecniche non bastano a mio avviso. La scena italiana non potrà comunque mai avere rilievo in Europa, finche saranno gli italiani stessi a sputare sul prodotto nazionale e si lasceranno incantare solo dai grandi nomi scandinavi o dai gruppi che lì nascono.

9. Avete in programma dei live per promuovere l'ep? Sul fronte live, in Italia c'è veramente una situazione disastrosa e penosa su questo fronte, cosa ne pensate?

Per ora i Chelmno non hanno in programma esibizioni dal vivo. C’è stato un piccolo periodo in cui è stato curato questo aspetto, esperienza, a mio avviso, un po’ inutile, visti i luoghi che ci hanno ospitato. Forse in futuro…
Non so come sia di preciso la situazione live in Italia dal momento che non la seguo in modo così accanito. Forse è disastrosa proprio per i motivi che ho elencato prima, cioè che sono i gruppi sbagliati ad esibirsi dal vivo, mentre gli altri preferiscono dedicare il prezioso e per me poco tempo, alla cura e la preparazione di nuovo materiale da registrare. I live richiedo prove continue, il tempo per fare questo ora non c’è.

10. Da diverso tempo le case discografiche si accaniscono contro internet e il download, voi che idea avete al riguardo?

So che da quando internet e relativi dowload sono entrati nelle case della gente, le vendite di dischi sono diminuite, ma questo è stato causato anche alla diffusione di massa dei masterizzatori. Credo sia questo il motivo principale di questo accanimento, ed in parte lo condivido. L’utilizzo di internet e del dowload può essere utile all’ascolto se poi questo è seguito dall’acquisto del disco. Il solo utilizzo di internet “uccide” la musica, prenderebbe il posto delle case discografiche che non pubblicherebbero più dischi; questo è visto nella maniere più tragica, ma anche più esemplificativa. Non ci deve essere quindi l’abuso.

11. Bene, l'intervista è finita, lascio a voi l'ultima parola!

Concludo ringraziandoti per lo spazio che ci hai concesso e come sempre cerco di richiamare l’attenzione della gente sulle future uscite dai nostri luoghi.

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