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Buona lettura
STORIA DEL DOOM - V parte - DOOM-DEATH, EVOLUZIONI FINO AI GIORNI NOSTRI
articolo di: Sunset
Abbiamo già parlato nella precedente trattazione, di come il doom-death abbia iniziato a prendere piede sul finire degli anni '80 soprattutto in Europa, e di come si sia andato velocemente sviluppando ai primi '90 soprattutto grazie alla scuola inglese - su cui ci siamo giustamente soffermati - che non solo ha portato allo sviluppo del doom-death, ma che ad evidenza ha anche aperto la strada allo sviluppo delle nuove correnti doom, decisamente più avanguardistiche e attuali rispetto a quelli che fino a quel momento sembravano destinati a rimanere luoghi comuni senza possibilità di sviluppo.
Ma invece no, il doom in questo periodo continua a svilupparsi sempre più e prendere strade le più disparate, in modo tale da creare una "scena" che ormai non può più essere definita tale.
Ma soffermandoci appunto sulla scuola inglese abbiamo trascurato il resto delle bands che suonando od anche solo iniziando con il doom-death rivestono un ruolo molto importante all'interno della scena tale da far riconoscere anche questi gruppi come fondamentali all'interno della scena.
Direi quindi di non perderci in chiacchiere e di colpire subito al punto in cui avevamo lasciato il doom-death del resto del mondo. Abbiamo quindi visto come il genere inizia a svilupparsi un pò ovunque, e di come questo sviluppo arrivi quasi e solo esclusivamente dall'Europa, in particolare - in questo periodo - dall'Europa continentale.
E così il 1993 segna il debutto sulla lunga distanza degli olandesi Beyond Belief che per quanto discograficamente parlando avranno vita breve, daranno alle stampe due album "Towards the Diabolical Experiments" (1993) e "Rave the Abyss" che avranno il merito di essere tra i primi album ad iniziare ad avere un sound tutto loro, non solo forgiato in maniera predominante dal death com'era già successo con Deviated Instinct o Asphyx tanto per fare due nomi, è comunque soprattutto il primo album degli olandesi a rappresentare un esempio di grande lavoro compositivo.
Inizia quindi a delinearsi una prima demarcazione anche all'interno della scena doom-death stessa dove ai gruppi più tradizionalisti e devoti alle lezioni impartite dai gruppi death più intransigenti, viene a crearsi una nuova schiera che arricchisce il genere di elementi più comuni ad altri tipi di sonorità che a volte riescono a risultare avanguardistici altre volte più pacchiani.
I Beyond Belief sono una delle tantissime bands devote a questo nuovo trend musicale, capace in questo periodo di sfornare bands che incorporano all'interno della loro proposta molteplici influenze ed a tal proposito non si può fare a meno che citare i norvegesi Funeral che propongono una miscela sonora fatta di death, doom, funeral e gothic che partendo da due demo prodotti caratterizzati da un growling tremendamente straziante arriveranno a pubblicare il full-lenght "Tragedies" caratterizzato da un cantato femminile.
E sono proprio le female vocals in questo periodo ad assurgere a luogo comune - piuttosto inflazionato - di una moltitudine di bands formatesi in questo periodo, ed in particolare assume rilievo la contrapposizione tra queste ed il growling.
E proprio da questa contrapposizione nascono in questo periodo due bands fondamentali per lo sviluppo del doom tutto, ovvero i The 3rd and the Mortal e soprattutto i The Gathering capitanati dalla singer Kari Rueslatten che faranno decisamente storia e che tutt'ora sono ancora attivissimi con un sound decisamente diverso da quello degli esordi ma decisamente più avanguardistici sotto un punto di vista musicale; ma iniziamo con ordine ed andiamo ad analizzare queste due bands importantissime.
I The 3rd and the Mortal si formano nel 1992 a Trondheim (Norvegia) e dopo due demo danno subito alle stampe il loro capolavoro assoluto "Tears Laid in Earth" (1994). La musica dei norvegesi è quasi impossibile da descrivere a parole, tante sono le emozioni e gli umori sprigionati negli oltre sessanta minuti di quest'opera. Superficialmente marchiati dalla critica come "gothic metal" la band con l'album succitato mostra un perfetto connubio tra il genere indicato e atmosfere tanto care alla darkwave inglese ed al doom metal. Tutto è assolutamente straniante e malinconico in questo album, capace di traghettare l'ascoltatore in dimensioni completamente aliene, verso lande desolate e terribilmente buie. La voce di Kari Rueslatten raggiunge l'apice in quest'opera ed innumerevoli saranno (e lo sono del resto tuttora) i tentativi di imitazione; gemme come "Why so Lonely?" o i 18 minuti della conclusiva "Oceana" rappresentano perle indiscusse della musica tutta.
Apice compositivo che a mio modesto parere non sarà più raggiunto dai norvegesi, che saranno però capaci di mantenere il livello compositivo sempre a livelli vertiginosi con i successivi "Painting on Glass" (1996) ma soprattutto con "In this Room" (1997) e "Memoirs" (2002) che vireranno verso territori sperimentali e lontani dalla scena definibile propriamente doom.
Nello stesso periodo nascono come già detto anche i The Gathering band quantomai fondamentale nell'evoluzione del doom.
La band olandese parte nei primi anni '90 come doom-death band ed incide due demo più il debut "Always..." caratterizzato da un imponente growling ed una musica che poco aveva da concedere alla melodia. Successivamente il sound della band si orienta dapprima verso un gothic-death piuttosto classico caratterizzato dalla contrapposizione tra female vocals con sporadici growls per una tecnica che a suo modo nel bene e nel male farà scuola e verrà presa da moltissime bands come punto di riferimento.
Viene pubblicato in questo periodo il secondo album della band "Almost a Dance" (1993) che precederà "Mandylion" disco della svolta e capolavoro assoluto degli olandesi. Ma è solo con l'ingresso della dotatissima singer Anneke Van Giesbergen che si ha la svolta definitiva pubblicando il capolavoro "Mandylion" (1995) album che segnerà una svolta importantissima nella storia musicale doom e che soprattutto aprirà nuovi orizzonti sia alla scena che alla band stessa.
Come non rimanere colpiti all'ascolto di brani di un'intensità incredibile come "Strange Machines", "Elèanor" o la title-track interamente strumentale che pur non presentando la voce dell'ugola d'oro olandese è incredibilmente intensa.
Ma "Mandylion" rappresenta solo l'inizio dell'evoluzione degli olandesi capaci successivamente di non pubblicare mai un disco uguale all'altro e soprattutto di dare alle stampe il doppio "How to Measure a Planet" (1998) caratterizzato da atmosfere soffici, soffuse dal vago sapore pinkfloidiano. Altro capolavoro "Souvenirs" (2003) album nel quale la band inserisce anche un certo elementi più comuni al trip-hop, mentre in questi nell'Aprile di quest'anno è uscito il nuovo "Home" che purtroppo non ho ancora avuto il piacere di ascoltare.
A queste due bands fondamentali va però aggiunta una terza, ovvero i Thorr's Hammer che - non considerata agli esordi, soprattutto per il fatto che i loro lavori erano praticamente introvabili - è oggi oggetto di profonda rivalutazione da parte degli amanti del doom con voci femminili; la band americana formata tralaltro da elementi che successivamente saranno le menti di bands quali Burning Witch e Sunn O))) diversamente dalle altre band succitate era una band doom-death a tutti gli effetti nonostante la presenza dietro al microfono della bellissima cantante norvegese Runid Gammelsaeter capace di cimentarsi in un growling che non aveva nulla da invidiare a quello di molti altri colleghi del "sesso forte". La loro esistenza si è limitata tuttavia solo ad un demo ed un unico ep "Dommedagsnnat" (1996).
Vale ora decisamente la pena parlare di un'altra band in ambito doom-death fondamentale, anche per l'evoluzione (senza ombra di dubbio la migliore) fatta nel corso degli anni. Stiamo parlando ovviamente degli svedesi Katatonia. Formatisi a Stoccolma nel 1991, i Katatonia prendono il nome per la loro band da un'affezione psichica (la Catatonia appunto) spesso associata alla schizofrenia.
Dopo la pubblicazione di due demo, la band da alle stampe il primo full-lenght "Dance of December Souls" (1993) caratterizzato subito da un'originalità piuttosto evidente nonostante nel genere erano già arrivate bands del calibro di Anathema, My Dying Bride e Paradise Lost.
Nonostante in molti parlino di musica uguale, possiamo dire con assoluta fermezza che non può esserci nulla di più sbagliato in questa affermazione. Il sound forgiato dai Katatonia in questo debutto, è ancora decisamente acerbo sì, soprattutto se si considera che fanno parte di questo album brani riarrangiati presi dai precedenti demos, ma già piuttosto personale a livello di sound.
In sintesi "Dance of December Souls" partendo da una base doom-death, va decisamente oltre e va quasi a toccare il black metal nel cantato, il gothic per le atmosfere create dall'uso massiccio di tastiere oltre a dimostrare una vena melodica nel riffing che sarà il "caposaldo" di tutti gli altri lavori pubblicati dagli svedesi.
Ad una prima evoluzione si assiste con il successivo "Brave Murder Day" (1996) in cui le influenze più gotiche si evincono tanto nel riffing che diventa semplicemente meraviglioso e verrà preso ad esempio da moltissime altre bands, quanto nell'inserimento delle clean vocals di cui si fa autore Mikael Akerfeldt oggi leader degli Opeth. "Rainroom" rappresenta senza ombra di dubbio quella che è l'anima della band.
Ma non si ferma certo qui l'evoluzione dei Katatonia che con "Discouraged Ones" (1998) avvieranno un'evoluzione sonora incredibile che sebbene bistrattata dai soliti detratorri dalla mentalità chiusa permetterà alla band di dare alle stampe lavori di enorme magniloquenza quali "Tonight's Decisions" (1999) o "Last Fair Deal Gone Down" (2001). I nuovi Katatonia così proseguono la loro evoluzione che li porta così verso territori depressive rock, caratterizzati da atmosfere soffuse e l'abbandono del cantato in growl in favore di un cantato pulito che riesce a trasmettere all'ascoltatore emozioni forti, stranianti.
Tutto è magnifico all'interno delle opere dei Katatonia, a partire dai meravigliosi artworks capaci di trasmettere sempre quel forte senso di desolazione che poi viene sempre abilmente espresso attraverso la musica.
"Viva Emptiness" (2003) rappresenta poi il perfetto ponte di congiunzione tra il disco precedente e l'ultimo "The Great Cold Distance" (2006) vero e proprio capolavoro tralaltro da me recensito su questo sito con riscontro entusiastico.
Impossibile lasciar perdere una band come i Katatonia, chiunque non abbia qualcosa degli svedesi se la procuri e certamente non rimarrà deluso.
La penisola scnadinava da tradizione è fucina di grandi bands e così non poteva mancare certamente la Finlandia all'appello; e così nel paese dei mille laghi si formano gli Amorphis altra band fondamentale ed altra band che nel corso degli anni subirà un'evoluzione notevole passando dal doom-death degli esordi al rock attuale degli ultimi anni.
Gli Amorphis si formano nel 1990 nella capitale Helsinki e danno subito alle stampe due lavori, "The Karelian Isthmus" (1992) più grezzo e diretto caratterizzato da un doom-death piuttosto classico sulla scia degli Anathema, e soprattutto l'ottimo "Tales From the Thousand Lakes" (1994) sicuramente il loro miglior lavoro, caratterizzato da un sound che pur rimanendo all'interno del doom-death caratterizzato da un growling cavernoso, presenta molti elementi più melodici ed una marcata componente folk - ascoltare a tal proposito la song "Black Winter Day" che oltre a rappresentare il brano più famoso e forse migliore della band è sicuramente un sunto di quella che è la musica degli Amorphis fatta di riffs potenti e cadenzati ma allo stesso tempo melodici e soprattutto di una fortissima componente folk.
DOpo Elegy (1996) la band si rifà il trucco, arriva un nuovo singer ed il successivo "Tuonela" (1999) cambia decisamente direzione e vira verso un rock piuttosto potente ma sempre caratterizzato da quella classica inflessione folk che concede l'unico sfogo doom-death in "Greed" unico brano caratterizzato dal cantato in growling.
Gli Amorphis proseguono poi verso la loro evoluzione e danno alle stampe i successivi "Am Universum" (2001) che pur risultando ancora più melodico è comunque più che positivo, ed il successivo "Far from the Sun" (2003) a mio avviso vero e proprio passo falso con i finlandesi che sembrano ormai orientati sempre più verso un rock melodico che ha perso ormai tutte quelle caratteristiche che avevano reso famosa la band (in particolare le influenze folk sembrano sempre più andare scomparendo). Il disco in questione spinge gli Amorphis a tornare indietro sui suoi passi, e così il nuovo "Eclipse" (2006) tenta - inutilmente - di rinverdire i fasti della band che ormai sembra essere andata persa.
Nel 1995 fanno il loro esordio discografico anche i norvegesi Theater of Tragedy che rientrano decisamente nel filone precedentemente descritto di The 3rd and the Mortal e The Gathering. Sarebbe meglio parlare della band in altra sede visto che lo spazio stringe e ce ne sarebbero abbastanza di cose da dire, di certo una band importante come questa non è stata inserita tra quelle descritte prima non perchè meno influente, anzi, ma solo perchè se ne avrà modo di parlare in successiva trattazione; basta in questa sede dire che agli esordi doom-death caratterizzati dalla contrapposizione tra growling vocals ed il cantato della meravigliosa singer Liv Kristine ha fatto seguito una profonda evoluzione che ha portato i norvegesi all'elettronica fino a quando la singer è stata clamorosamente licenziata rovinando oltremodo la band che con l'ultimo lavoro non ha fatto certo una grande impressione.
Per chiudere facciamo una carrellata veloce anche sulle altre bands che hanno caratterizzato e tuttora caratterizzano la scena death-doom.
Validi i November's Doom band americana formatasi nel 1989 ma arrivata al debutto solo nel 1995, che forgia un sound devoto ad una sorta di gothic-doom-death molto melodico sulla scia degli ultimi lavori dei My Dying Bride; il loro lavoro più valido è senza ombra di dubbio "The Pale Haunt Departure" (2005).
I Saturnus band danese attiva dal 1991 il cui sound è caratterizzato da un doom-death molto melodico e che ultimamente hanno dato alle stampe un lavoro quasi perfetto come "Veronika Decides to Die" (2006) - vedi recensione - capace di trasmettere emozioni desolanti all'ascoltatore soprattutto grazie all'utilizzo di diversi timbri vocali capaci di creare innumerevoli atmosfere all'interno della proposta.
Vi sono poi gli americani Morgion anche questi caratterizzati da un doom-death piuttosto atmosferico; formatisi nel 1990 il loro lavoro migliore è senza ombra di dubbio l'ottimo "Solinari" (1999).
Arrovando a parlare di gruppi più attuali, mi hanno colpito molto anche gli estoni Whispering Forest che, formatisi nel 1995 hanno dato alle stampe un unico full-lenght "Of Shadows and Pale Light" (1998), bands che tralaltro usa anch'essa vocals femminili accostati al growling e soprattutto il suo sound è reso estremamente atmosferico dal massiccio uso di organo e violino.
Bravi anche i Daylight Dies, americani e fautori di un doom-death molto melodico devoto ai Katatonia, per quanto riguarda il debut "No Reply" (2002) mentre meno ispirato appare il nuovo "Dismantling Devotion" (2006), ma soprattutto Aarni e The Bizarre Blue Spectre.
Il primo è un progetto solista del finlandese Marcus Marjomaa già con gli Umbra Nihil, che con "Bathos" (2004) presenta un progetto che partendo da una base doom-death atterra decisamente in territori più sperimentali e folcloristici; dei The Bizarre Blue Spectre avevamo invece già avuto modo di parlare anche se brevemente nella precedente trattazione, ed è interessante come la band in questione - che altro non è che un one-man project di Oskar Turcios, artista sudamericano ma spagnolo di adozione - che con il demo "Lament of 1000 Memorie" presenta un entusiasmante esempio di doom-death mischiato con l'industrial.


DOOM-DEATH, EVOLUZIONI FINO AI GIORNI NOSTRI - DISCOGRAFIA CONSIGLIATA

DOOM-DEATH:
Beyond Belief - Rave the Abyss (1994)
Katatonia - Brave Murder Day (1996)
Thorr's Hammer - Dommedagsnnat (1996)
Amorphis - Tales from the Thousand Lakes (1994)
Morgion - Solinari (1999)

SVILUPPI:
The 3rd and the Mortal - Tears Laid in Earth (1994)
The Gathering - Mandylion (1995)
The Gathering - How to Measure a Planet (1998)
Katatonia - Tonight's Decision (1998)
Katatonia - The Great Cold Distance (2006)

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