STORIA DEL DOOM: III parte - GLI ANNI '90, CLASSIC E STONER
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articolo di:
Sunset
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Abbiamo visto analizzando gli sviluppi del doom negli anni '80, come il processo di evoluzione del genere si sia sempre più sviluppato a partire dal contributo della NWOBHM, passando per le ossessioni sabbathiane dei Saint Vitus ma soprattutto dei Trouble fino ad arrivare ai Candlemass che hanno coniato definitivamente il termine di doom metal e soprattutto hanno dato il là ad una corrente musicale che nel corso degli anni di è arricchita di elementi propri di altri genere creando una sorta di "ibridi" musicali (che poi tanto ibridi non sono vista la personalità con cui sono composti e suonati tante volte...) che renderanno nel corso degli anni la definizione stessa di doom piuttosto aleatoria e riduttiva.
Ed è proprio di queste nuove influenze che parleremo in questo appuntamento che è dedicato sicuramente ad esso, ma che più in generale vuole costituire un punto di riferimento per quanti vogliano capire come in questa decade si sia assistito ad un pullulare di bands tante volte grandi, tante volte meno che hanno comunque contribuito a far assurgere un buon seguito di critica in un periodo piuttosto difficile per il metal estremo messo in crisi dall'avvento del grunge che, partito dalle ossessioni tardo-adolescenziali dei Nirvana, prende piede assurgendo a vero fenomeno commerciale che se da un lato vedeva la meritata ricompensa per bands valide quali appunto Nirvana, Sonic Youth e Soundgardene, dall'altro vedeva una miriade di gruppi-clone pressochè privi di contenuto favoriti solo dal fatto di cavalcare insieme alle suddette bands l'onda giusta.
Quindi l'attenzione che in ambito estremo si era spostata sul finire degli anni '80 verso il "nuovo" metal estremo in particolare tutta l'ondata black e death tenderà in maniera piuttosto netta a calare nella metà degli anni '90, ma nonostante tutto gruppi come My Dying Bride o Paradise Lost riusciranno comunque a mantenere alta l'attenzione del pubblico; ho fatto solo due nomi, i primi che mi sono venuti in mente e che saranno sicuramente conosciuti al buon 99% dei metallari, ma con questo non ho voluto assolutamente discriminare bands diverse da queste, tutt'altro ci troviamo sicuramente nel periodo di maggior grazia del doom, quello in cui ogni anno c'era più di un'uscita di altissimo valore artistico. In questo periodo è stato detto parecchio musicalmente parlando, cosa che si è riflessa anche nei nostri giorni tanto è difficile fare qualcosa che non sia realmente già stato sentito.
Parlavamo quindi delle nuove influenze, ma ciò non toglie che anche il cosiddetto "classic doom" (con questo termine intendiamo il doom descritto nei precedenti due capitoli) conoscerà una netta evoluzione ed un proliferare di grandi bands, tant'è che prima di parlare delle nuove influenze va aperta anche una parentesi su queste. Per motivi di facilità di lettura ho preferito quindi parlare dei nuovi sviluppi doom facendo una divisione prima per quanto possibile sotto un punto di vista di "genere" e non più come fatto in precedenza di "ordine cronologico", che altrimenti farebbe risultare la trattazione noiosa e poco scorrevole.
I primi anni '90 vedono il "classic doom" resistere alla tendenza doom-death tanto in voga in questo periodo; non che i due sottogeneri vadano considerati come in rapporto antagonistico, tutt'altro, ma va rimarcato senza ombra di dubbio che nonostante ciò il genere non è certo passato alla moda. Proprio nel 1990 infatti esordiscono con il primo full-lenght gli americani Solitude Aeternus che saranno tra i portabandiera del movimento per tutta la decade;caratteristiche della band ancora attiva ad oggi è la ricerca di una certa epicità che rappresenta il punto di incontro di tutti i lavori della band e soprattutto la ricerca di melodia che fa da contraltare ai riffs sempre cadenzati. "Into The Dephts Of Sorrow" (1990) è sicuramente il lavoro più rappresentativo della band che nonostante ancora attiva manca dalle scene da ben 8 anni quando ha pubblicato "Adagio" finora il loro ultimo lavoro.
Nello stesso periodo incidono il loro primo full-lenght anche i The Obsessed band che avevamo già citato nel precedente capitolo, ma che se negli anni '80 erano riusciti solo a pubblicare qualche demo, in questo periodo forti dell'ingaggio dietro al microfono del mitico Wino Weinrich fanno fortuna con "The Obsessed" e soprattutto "The Church Within"; il sound della band prende preciso spunto da quanto fatto da Weinrich con i Saint Vitus con l'unica differenza che qui viene abbandonato in parte il forte senso di desolazione ed i riffs aridi, essenziali della band sopracitata, per dare maggiore spazio ad un'anima maggiormente "rock'n'roll-oriented" che è stata sempre una delle caratteristiche di Wino (basti vedere ultimamente la partecipazione del singer al progetto Probot).
Praticamente sono gli statunitensi che in questo periodo portano alta la bandiera "classic" anche perchè non ancora assorbiranno in tutto e per tutto l'animo della nuova ondata europea.
Ma anche in Europa tuttavia sotto il punto di vista "classic" le bands non sono da meno; sempre nel 1990 escono alla luce gli svedesi Count Raven che presentano un pefetto ibrido tra Sabbath-sound, heavy-metal classico ed arricchito da una certa dose di epicità dando alle stampe "Storm Warning" album realmente interessante.
Ma lo sviluppo del doom avviene in questo periodo anche nei luoghi più impensati, è il caso dei maltesi Forsaken formatisi nel 1990, ma arrivati a stampare il primo full-lenght solo sei anni dopo, anche se sono sempre e comunque gli Stati Uniti la maggior fucina di bands in termini di qualità-quantità.
Tra queste abbiamo tra gli esponenti di spicco gli Internal Void che tuttavia nei 90's pubblicheranno il solo "Standing On The Sun".
Ma sinceramente staremmo qui a parlare ore ed ore se volessimo dilungarci sull'analisi di tutte, ne citerei comunque altre solo in termini di nomi lasciando al lettore la curiosità - se interessati al genere - di spulciare magari in giro per il web queste bands potendo trovare all'interno di esse sicuramente qualcosa di interessante. E così ecco arrivare i Confessor band di culto, caratterizzata da un doom classico ma molto tecnico,i While Heaven Wept caratterizzati da un approccio più "atmosferico" rispetto alle altre bands, o ancora gli italiani Thunderstorm orientati su una certà epicità.
Ma di fianco a certo modo di suonare doom incentrato sì sul classico sound sabbathiano, ma anche e soprattutto risultante delle influenze tipiche degli anni ottanta (in particolare per l'introduzione della corrente epica), ecco nascere nei primi anni '90 la cosiddetta corrente "stoner" che influenzerà ben più di una band donando al pubblico episodi molto interessanti e talvolta anche grandi capolavori.
Ma analizzando questa corrente va prima di tutto definito questo stoner, cos'è, e da cosa è influenzato; lo stoner altro non è che una riproposizione di quanto fatto dalle grandi bands hard-rock dei seventies e riproposto in una maniera tante volte capace di riproporre certe sonorità modernizzandole, tante volte rimanendo invece ancorati esclusivamente a quelle sonorità senza aggiungere nulla di realmente interessante. Lo stoner è un movimento che ovviamente non interesserà solo il doom, ma tutto il rock in generale ma di cui ovviamente nella nostra trattazione seguiremo solo nella sua forma più "oscura".
Inutile citare quelli che sono stati in assoluto i padrini-ispiratori di questa corrente, ovviamente stiamo parlando dei Black Sabbath che in questo periodo - in cui sono ancora attivi ma praticamente avrebbero fatto meglio a cambiare nome vista la line-up e soprattutto la produzione musicale - sembrano ormai un ricordo lontano, ricordo che vuole essere riportato in vita dalle nuove generazioni di bands.
Come avevamo precedentemente detto, non sempre il livello qualitativo è stato eccelso ma dove così è stato si è assistito alla nascita di bands fondamentali quali Cathedral e soprattutto Kyuss tanto per fare qualche esempio introduttivo.
In ordine cronologico, la prima band che veramente possa definirsi stoner-doom sono stati gli inglesi Cathedral;la band formatasi nel 1990 per volere di Lee Dorrian ex singer dei grind-metallers inglesi Napalm Death da alle stampe lo stesso anno un primo demo e l'anno successivo il primo full-lenght, "Forest Of Equilibrium"; in questo caso non si può ancora parlare con precisione di stoner visto che i britannici presentavano un doom metal classico ma piuttosto originale che si basava su una musica lenta, strisciante quasi funerea, che dei Sabbath più che il sound riprendeva solo lo spirito. Ma ad evidenza non era questa l'intenzione precisa di Dorrian, che nei successivi demo inizierà a plasmare un sound sempre più rockeggiante, che nel 1993 porterà la band a pubblicare "The Ethereal Mirror" vero e proprio gioiellino di rock 'n' roll oscuro, vera e propria riproposizione dello spirito-Sabbath negli anni '90. Il disco appena citato non rimarrà un caso isolato, e così i Cathedral daranno successivamente alle stampe "The Carnival Bizarre" (1995) album che prosegue sulle stesse coordinate del precedente e che anch'esso non dovrebbe mancare nella discografia di ogni buon doom-fan.
Purtroppo nei successivi lavori, la band perderà quella carica oscura arrivando a pubblicare albums piuttosto fiacchi e più rockeggianti tornando però su livelli qualitativi piuttosto buoni con l'ultimo "The Garden Of Unearthly Delights" (2005).
Nello stesso periodo si forma anche un altra band che pur non avendo il successo di quella appena citata, sfornerà lavori di elevatissima caratura artistica, stiamo parlando degli Sleep autori di uno stoner che col tempo si è arricchito sempre più di influenze psichedeliche e di riffs aridi, desertici, creando una musica visionaria e densa di emozioni. La loro produzione artistica si esaurisce a soli quattro full-lenght tra cui molto belli "Sleep's Holy Mountain" (1993), e "Jerusalem" (1999), ma soprattutto il loro capolavoro "Dopesmoker" (2003) con la title-track della durata di oltre un'ora fatta di riffs distorti, intervallati in alcune occasioni da un cantato tremendamente allucinato per una musica che sembra composta sotto l'effetto di sostanze stupefacenti tanto è visionaria e capace di dare un senso di aridità e di confusione all'ascoltatore. "Dopesmoker" tuttavia ha rappresentato il canto del cigno per una band che attualmente risulta sciolta.
Contemporanei delle due bands anche gli statunitensi Kyuss capaci forse più da tutti ad unire in una miscela unica l'hard-rock oscuro dei Black Sabbath con fortissime influenze psichedeliche rimiscelando il tutto in chiave blues. Il riffing proposto dalla band è ipnotico sulla scia di quanto fatto dagli Sleep il tutto però con quell'attenzione per la melodia senza per questo risultare minimamente ordinari; tutte queste influenze trovarono il loro punto di massima espressione artistica in "Blues For The Red Sun" (1992) cui seguirono poi due albums nei tre anni successivi e lo split della band.
I continui scioglimenti e i pochi lavori rilasciati da queste bands non fanno altro che confermare la genuinità oltrechè l'impegno che mettevano nella composizione degli album la cui gestazione era sempre piuttosto travagliata e difficile, fatto sta che basterebbero da sole queste tre bands per descrivere una corrente musicale che per quanto sviluppata nei primi anni novanta ancora oggi è fonte di gruppi e lavori interessanti.
Lo stoner è sempre più un genere mainstream nei 90's ed a dimostrazione di ciò arrivano anche i gruppi più in voga di quel periodo come i Soundgarden che pur non essendo assolutamente doom dimostrano nel loro sound un certo amore incondizionato per i Black Sabbath.
Anche la seconda metà della decade in questione è una fucina di bands interessanti e sempre più mature, come ad esempio gli Electric Wizard" che con il loro approccio sempre più modernista rispetto agli altri gruppi forgiano un sound monolitico e sempre devoto all'oscurità dei Sabbath dei quali ne riprendono anche l'aspetto tematico che arriva a toccare anche tematiche inflazionate in quel periodo in ambito del nascente symphonic-black, come quelle lovecraftiane.
Bello il debutto "Electric Wizard" (1995) ma soprattutto nella decade attuale la band da il meglio di sè dando alle stampe due capolavori del livello di "Dopethrone" (2000) e "We Live" (2004).
Sul finire degli anni novanta avranno invece rilievo gli statunitensi Goatsnake che saranno quantomai fondamentali per lo sviluppo del drone e di altre schizofreniche contaminazioni in ambito doom, la cui discografia è limitata a soli due lavori "Goatsnake: Vol.1" (1999) e "Flower Of Disease" (2000).
Sempre sul finire della decade arrivano sulle scene i giapponesi Boris capaci di unire in un'unica miscela sonora stoner, sludge, drone e ambient ma di cui sarà meglio parlare successivamente.
GLI ANNI '90, CLASSIC E STONER DOOM - DISCOGRAFIA CONSIGLIATA:
CLASSIC DOOM:
Solitude Aeternus - Into The Dephts Of Sorrow (1990)
The Obsessed - The Church Within (1994)
Count Raven - Storm Warning (1990)
Internal Void - Standing On The Sun (1993)
STONER DOOM:
Cathedral - The Ethereal Mirror (1993)
Cathedral - The Carnival Bizarre (1995)
Sleep - Dopesmoker (2003)
Kyuss - Blues For The Red Sun (1992)
Electric Wizard - Dopethrone (2000)
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