STORIA DEL DOOM: I parte - LE ORIGINI
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articolo di:
Sunset
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Doom metal. E' questo il nome usato per definire certo rock oscuro, sepolcrale, partito dalle evoluzioni dei Black Sabbath, da cui si è sviluppato in maniera stratosferica nelle successive decadi, in cui ha notevolmente allargato i suoi orizzonti, con contaminazioni varie che hanno portato la definizione stessa ad assumere una sottile linea di demarcazione tra i vari generi di nicchia.
E così con gli anni ecco lo sviluppo di doom-death, doom-black, gothic-doom e via dicendo, generi derivati dalle nuove contaminazioni ma anche evoluzioni musicali prodigiose che hanno portato alla nascita di sottogeneri quali sludge o drone in cui a farla da padrone sono atmosfere stranianti e dove tante volte (come nel caso del drone) le chitarre sono sostituite da rumorismi o distorsioni siderali capaci di rendere la musica ossessiva e maledetta; ma di questi generi e contaminazioni si parlerà approfonditamente nelle successive trattazioni.
Ma cosa significa "doom"? Letteralmente la parola sta a significare destino, sorte avversa, facile quindi capire il perchè dell'accostamento al genere. Il doom insomma attinge, nella sua fase primigenia, piena ispirazione dal sound hard-rock che prendeva piede sul finire degli anni '60 ma da cui si differenzia per il suono pesante, oscuro, i ritmi cadenzati e soprattutto una certa attenzione per i testi che non toccano più le solite futili tematiche fino ad allora inflazionatissime, ma analizzando più da vicino il rapporto tra uomo e natura, in particolare con la morte e l'aldilà andando il più delle volte a toccare l'occultismo spandendo intorno un certo alone di oscurità che spesso ha causato la reazione dell'opinione pubblica indignata da una novità simile.
Analizzando il doom nella sua fase primigenia possiamo attribuire la sua origine al 1970, quando gli inglesi Black Sabbath - che successivamente diventeranno i "mostri sacri" della musica rock e metal tutta - danno alle stampe il loro omonimo album.
La musica prodotta dalla band guidata dal carismatico Ozzy Osbourne rappresenta qualcosa di sconvolgente all'epoca grazie all'utilizzo di chitarre distorte all'inverosimile, atmosfere sepolcrali ed un certo interesse per tematiche occulte che affascineranno milioni e milioni di fans attirando anche l'interesse della critica tante volte scandalizzata proprio dall'occultismo del quartetto britannico tacciato più volte di satanismo.
Migliaia saranno le bands successive influenzate da Osbourne & Co. oltre che per la durezza del sound, per la loro attitudine decisamente diversa rispetto ad altre bands dell'epoca che in periodo post-hippie presentavano comunque un sound piuttosto duro, cito i vari Led Zeppelin, Deep Purple e Uriah Heep.
L'alba dei Sabbath risale comunque al finire degli anni '60, quando quattro ragazzi della working-class di Birmingham formano una band blues, i Polka Tulk; sono Ozzy Osbourne (voce), Tony Iommi (chitarra), Geezer Butler (basso) e Bill Ward (batteria). Successivamente cambiano il loro nome in Earth e, dopo una serie di concerti, vengono presi sotto l'ala protettiva del jazz-guru Jim Simpson. Jim assicura alla band una serie di gigs in giro per l'Inghilterra che permette ai quattro ragazzi di mettersi in mostra.
Sarà solo l'inizio della leggenda; i tempi sono ormai maturi per tirar fuori dal cilindro compositivo pietre miliari del rock e della musica tutta. Ecco che dalle geniali menti dei quattro ragazzi formati musicalmente da jazz e blues esce una nuova sconvolgente formula, portando i suddetti generi all'estremo tramite chitarre durissime e incredibilmente distorte, un cantato sguaiato che renderà famosissimo Ozzy e l'amore per tematiche oscure tanto care anche ai contemporanei Black Widow band che approfondiremo successivamente ed anch'essa fondamentale per lo sviluppo del doom, pur essendo in territori più comuni al dark ed al progressive.
Così il monicker degli Earth cambia nuovamente e diventa Black Sabbath traendo ispirazione dal titolo di un film di Boris Karkoff. L'immagine maledetta della band è sconvolgente per l'epoca, e su questo gioca anche la Vertigo, etichetta che nel gennaio 1970 pubblica l'omonimo album registrato praticamente "live" in pochissimi giorni, vero e proprio capolavoro di arte oscura. L'album si apre tra rintocchi di campana ed un temporale che sfociano nel riff memorabile di "Black Sabbath", brano che sconvolge l'intero panorama musicale dell'epoca. Ma è solo una delle gemme assolute dell'album che contiene anche il blues sepolcrale di "The Wizard", una perfetta contraddizione tra atmosfere più allegre e testi sempre oscuri come in "N.I.B." e vere e proprie jam-sessions di blues oscuro come in "Sleeping Village" o "Wicked World". "Black Sabbath" rappresenta in assoluto il lato più oscuro e grezzo della band che nello stesso anno da alle stampe il successore "Paranoid" album anch'esso maledettamente oscuro ma sicuramente più raffinato.
Otto brani-capolavoro, ad iniziare da "War Pigs", in cui i Sabs alla loro maniera criticano la guerra in Vietnam (tant'è che ebbero anche problemi con l'opinione pubblica), passando per il tormentone "Paranoid", brano composto in cinque minuti come riempitivo ma che in assoluto diventerà l'inno della band dandogli un fortissimo seguito di pubblico, ma soprattutto "Iron Man", dotato di un riff memorabile, ed "Electric Funeral" in cui con le chitarre distorte all'inverosimile gli inglesi creano un vero e proprio funerale metallico.
"Paranoid" sarà l'apice compositivo della band, che successivamente inizierà a conoscere problemi causati soprattutto da una vita sregolata e dall'abuso di droghe che limiteranno notevolmente la capacità compositiva. Nonostante tutto i tre successivi lavori rappresenteranno comunque capitoli importanti; "Master of Reality" (1971) presenta una struttura più essenziale giocata su riffs più aridi ma non per questo meno corposi. Le tematiche sono più mature, come in "After Forever" in cui i Sabbath parlamo delle stupide credenze popolari in campo religioso, o in "Children of the Grave" memorabile cavalcata metallica dal sapore "freak". In assoluto sono questi tre album i migliori della band, che sarà però in grado di sfornare altri notevoli lavori come "Vol.4" (1972) e soprattutto "Sabbath Bloody Sabbath" (1973) in cui gli inglesi ingaggiano in incognita il tastierista Rick Wakeman (Yes) dando sfogo a tutte le proprie influenze più sinfoniche e progressive lasciando inalterata la carica oscura degli esordi.
Quest'album sarà però il canto del cigno della formazione originale, che già da allora aveva iniziato a fare scuola; dissidi interni, stress, eccessi, continuano sempre più a minare la band che pubblica prima due album mediocri, scevri decisamente di tutta la carica "doom" dei precedenti e cioè "Sabotage" (1975) e "Technical Ecstasy" (1976), quindi sfiorano l'abisso, in assoluto il peggiore dell'intera carriera della band quale "Never Say Die" (1978) che segna la dipartita di Osbourne per passare alla carriera da solista, assumendo un approccio decisamente più commerciale rispetto all'origine che lo renderà sempre più un'icona della scena musicale mondiale.
Tuttavia non tutto è perso per la band che assume il "folletto" Ronnie James Dio dietro al microfono, famoso per il suo passato nei Rainbow di Ritchie Blackmore, che riporterà in auge il nome della band, la quale però snatura completamente il suo sound e le sue tematiche per adattarsi al cambio di guardia, assumendo un certo flavour epico che farà comunque anch'esso scuola; con Dio al microfono i Sabbath incidono tre album, "Heaven & Hell" (1980, da avere), "Mob Rules" (1981) ed il live "Live Evil" (1982) che porterà strascichi di polemiche in quanto ritoccato in studio, e che segnerà la dipartita di Ronnie James Dio il quale passa anch'esso ad una fortunata carriera solista ponendo definitivamente la parola fine sulla band inglese, mai più in grado di pubblicare album di riguardo cambiando e snaturando a ripetizione la line-up, facendo girare dietro al microfono singer del calibro di Ian Gillan, Glenn Hughes, Tony Martin, di nuovo R.J.Dio per un solo album (1992), in un balletto di cambi che vede come unico membro originale stabile Tony Iommi, per non parlare della musica che si trasforma in modesto rock radiofonico. Nonostante la fine ingloriosa, bastano i primi cinque album a far entrare di diritto la band britannica nella leggenda.
Giusto è stato dilungarsi sulla storia dei Black Sabbath in quanto padri assoluti del genere e fonte di ispirazione per qualsiasi gruppo doom si chiami esso Count Raven o Septic Flesh.
Altra band fondamentale però per lo sviluppo del genere sono stati i "Black Widow", conterranei e contemporanei dei Sabbath anche se diversi musicalmente, comunque concettualmente accomunabili. Fautori di una sorta di progressive-dark contraddistinto dall'utilizzo di fiati al posto delle classiche chitarre, incisero un album come "Sacrifice" (1971) capace di stendere subito un'aura di oscurità intorno alla band, ossessionata dalla magia nera e sul cui contorno fu costruita una serie di trovate pubblicitarie come quella sui presunti sacrifici animali al demonio esercitati sul palco.
Ma fu proprio questo alone di mistero che orbitava intorno alla band che la costrinse allo scioglimento. Prima infatti venne annullato un tour che i britannici avrebbero dovuto tenere negli Stati Uniti a causa dell'ottusità dell'opinione pubblica americana in merito ai delitti di Charles Manson, successivamente vi fu il passo che portò allo scioglimento della band, quando l'etichetta impose agli inglesi di cambiare il genere e passare ad un "rock normale", proposta che gli inglesi declinarono, portando il mastermind alla formazione degli Agony Bag. Fortissima è quindi anche l'influenza dei Black Widow sul metal oscuro, chiedere ai nostrani Death SS per credere.
Nello stesso periodo nasce però anche un'altra grandissima band; si tratta dei Pentagram capitanati dal grandissimo mastermind Bobby Liebling, band importantissima ma che sarà costretta a vivere all'ombra per ben 15 anni dalla sua formazione.
Nata nel 1970 infatti la band arriverà alla pubblicazione del primo full-lenght solo nel 1985; le prime produzioni piuttosto introvabili sono state solo negli ultimi anni ripubblicate grazie all'egida della nostrana Black Widow Records e mostrano una band che forgia anch'essa un sound oscuro di chiara derivazione blues. Da avere a tutti i costi i due lavori degli anni '80 ovvero "Pentagram" (1985) e "Day of Reckoning" (1987) che contengono perle di assoluto splendore nel panorama doom.
Attualmente la band sta vivendo una sorta di seconda giovinezza e continua a sfornare album validi in cui riesce a lasciare inalterata la carica oscura che li ha sempre contraddistinti, riuscendo comunque a rinnovarsi ed a stare al passo con i tempi.
Possiamo quindi riconoscere queste tre bands come seminali per lo sviluppo di quello che sarà successivamente lo sviluppo del movimento doom, anche se non vanno scordati nella seconda metà degli anni settanta, i britannici Judas Priest, i quali negli anni ottanta diventeranno un'istituzione dell'heavy metal mondiale, ma che con i primi lavori, "Rocka Rolla" (1976), ma soprattutto il successivo "Sad Wings of Destiny" (1978) ripropongono alla loro maniera l'amore per certe atmosfere sabbathiane, che con l'avvento della NWOBHM saranno però abbandonate dalla band del carismatico Rob Halford che farà fortuna.
Insomma, abbiamo visto in maniera dettagliata le origini del doom, genere portato in auge negli anni ottanta grazie a bands che iniziarono sempre più ad apprendere le lezioni impartite dai primi Black Sabbath, e citiamo in proposito gruppi come Trouble o Saint Vitus solo per fare due nomi, ma dei quali ci occuperemo al prossimo appuntamento in cui parleremo appunto dello sviluppo del genere negli anni ottanta.
LE ORIGINI - DISCOGRAFIA CONSIGLIATA:
Black Sabbath - Black Sabbath (1970)
Black Sabbath - Paranoid (1970)
Black Sabbath - Master of Reality (1971)
Pentagram - First Daze Here (2002, contiene materiale inedito risalente agli anni settanta)
Pentagram - Pentagram (1985)
Black Widow - Sacrifice (1971)
immagini dell'articolo:
1. front cover del singolo "Paranoid"
2. front cover di "Black Sabbath"
3. front cover di "Paranoid"
4. formazione originale dei Black Sabbath
5. formazione originale dei Black Widow
6. foto promozionale dei Pentagram
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