[16/12/05] HateSphere, Chimaira, Dark Tranquillity @ Trezzo sull'Adda (MI)
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articolo di:
tInUvIeL
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Il grande feeling esistente fra i Dark Tranquillity ed il bel paese, o meglio, il pubblico
nostrano è cosa arcinota… a dimostrarlo questa ennesima calata in Italia, la terza nel 2005 dopo
febbraio (a spalleggiare i Kreator), e la tappa mattutina dell’Evolution Festival. In quel di
Trezzo, gli svedesi, coadiuvati dagli HateSphere e dagli americani Chimaira, fanno del loro
meglio per scaldare la serata nonostante il gelo invernale.
Chimaira
Causa lievi ritardi e metal pizzata, per i pellegrini di Fortress (Tinuviel, Darkblood e
Guardian) l’esibizione degli opener HateSphere è andata irrimediabilmente perduta, sull’argomento
quindi per correttezza non proferirò parola. Vorrei poter dire lo stesso per i due secoli di
sound check e conseguente attesa dell’arrivo dei Chimaira! Fossero valsi a qualcosa… Totalmente
digiuna di conoscenze sulla band ero curiosa e piuttosto ben disposta, ma ahimè, sarà forse
colpa del cattivo bilanciamento dei suoni, sarà forse la scaletta composta da brani lunghi e ad
un primo impatto poco digeribili, devo confessare che gli americani mi hanno lasciato perplessa.
Non discuto la potenza sonora, ma nel complesso lo show ai miei occhi si è rivelato abbastanza
monotono e pesante da seguire, complice anche una certa staticità o freddezza a livello di
esibizione da parte dei membri del gruppo. A loro favore testimonio con quanto calore il loro pubblico li ha acclamati, in effetti origliando commenti mi è parso che il i loro fans si siano beati dello spettacolo… eppure ripeto, se dovessi raccontare la loro prestazione con un colore
sarebbe il grigio.
Dark Tranquillity
Aspetto ogni volta con impazienza di vedere i Dark Tranquillity: oltre al desiderio di godermi
uno show coinvolgente da parte del mio gruppo preferito, in qualche modo ogni loro concerto
dentro di me lascia un segno.
Nonostante il suono del Live Club sia andato peggiorando progressivamente e l’esecuzione a
livello tecnico non sia stata sempre impeccabile, anche stavolta non sono rimasta delusa. I
cinque di Göteborg hanno saputo regalare ai fans uno spettacolo intenso serrato e devastante.
Hanno letteralmente fatto tremare il pavimento (già instabile) del locale! L’opinione di una
fedelissima quale la sottoscritta potrebbe essere di parte, ma a darmi ragione c’era la reazione
della folla: il pubblico non ha potuto fare a meno di inneggiare ininterrottamente al gruppo
dalla prima all’ultima nota.
Nell’ora di concerto la scaletta si è concentrata sull'ultimo full-lenght "Character" dal quale
sono stati presentati una manciata di brani: Lost To Apathy, The New Build, la “novità” live
Senses Tied e la lenta My Negation. Ma il grande privilegiato si è rivelato soprattutto "Damage
Done": tutt’altro che fiacca, The Treason Wall è stata l’ opener, d’indubbio impatto Monocromatic
Stains, pescata dal repertorio la solita White Noise/Black Silence, secondo me troppo scontata
per finire così spesso nelle setlists (lo stesso discorso valga per Damage Done) ed infine,
ormai da tradizione, il ruolo di epilogo è toccato a Final Resistance, una perfetta violenta
conclusione. Immancabile all'appello la storica Punish My Heaven durante la quale si è scatenato,
come sempre, il delirio. Veramente apprezzabili The Wanders At Your Feet ed Haven, tanto quanto
il ritorno di Zodijackyl Light. Degna di nota l’esecuzione di Freecard (dallo spesso trascurato
“Projector”) che ha calcato la scena ben poco: in realtà il brano non è stato suonato con
precisione chirurgica, ma in ogni caso una bella sorpresa! Durante una semplificata ThereIn,
Stanne sfodera una bandiera della Svezia allungata dalle prime file. Il frontman non smentisce la
sua fama di animale da palcoscenico: carismatico, grintoso, dinamico e trascinante riesce a
conferire allo show un'impronta inconfondibile mantenendo sempre accesi il dialogo ed il contatto
col pubblico. Nicklasson, al basso, spalleggia Redhead nel compito e lo fa in modo davvero
efficace. Meno calorosi on stage Sundin ed Henriksson i quali, pur senza esagerazioni sceniche,
danno un tono alla performance. Jivarp e Brandstrom restano discreti ma operosi nelle
retrovie.
Con una buona prestazione i Dark Tranquillity ribadiscono la loro ottima forma e dimostrano quale
rodata macchina scenica siano ormai diventati; un gruppo carico che grazie al grande impatto
degli show genera quell'alchimia fra musica ed emozioni che ogni concerto dovrebbe sprigionare:
sfogo, annullamento, liberazione, energia. Grandi!
Setlist:
The Treason Wall
Lost to Apathy
Zodijakyl Light
Damage Done
The New Build
The Wanders At Your Feet
White Noise/Black Silence
Haven
ThereIn
Senses Tied
Freecard
Monocromatic Stains
Punish My Heaven
My Negation
Final Resistance
Un ringraziamento a Metallico per le foto.
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