Domina Noctis (Edera)
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articolo di:
Lisy
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Magia, sogno, malinconia, notte, atmosfere lunari e incantate...è parte di quello che ci propongono i Domina Noctis, fascinosa formazione ghotic metal parmense, che finalmente, dopo anni di militanza nell’underground metallico, giunge al debut-album “Nocturnalight”, sotto l’etichetta anch’essa parmense Officina Rock Records. Ottima prova che racchiude emozione e misticismo e che è soprattutto molto evocativa...Ce ne parla Edera, voce della band...
1. Domanda di rito per i nuovi arrivati nel panorama metal: chi sono e come hanno avuto origine i Domina Noctis?
Il nostro progetto ha avuto origine 7 anni fa, dall’unione artistica tra Asher (chitarre) e me: la nostra intenzione era quella di ottenere un metal malinconico e romantico. Abbiamo composto le prime canzoni, poi abbiamo deciso di fondare una band. Dopo il lungo lavoro di questi anni, 2 promo-cd e un’intensa attività live, abbiamo da poco firmato un contratto con Officina Rock Records e ora debuttiamo con il nostro primo album, “Nocturnalight”.
2. “Signora notte”, traduzione del latino “Domina Noctis”: titolo gotico che lascia prevedere la vostra proposta... Edera, vuoi descrivere a grandi linee quello che cercate di esprimere ed evocare con la vostra musica? Sono corretti i termini che ho usato nell’introduzione a questa intervista?
In realtà Domina Noctis significa “la signora della notte”, nel senso di padrona, regina della notte. Questa “Signora” altro non è che la luna. Come hai sottolineato nel nostro sound c’è il crepuscolo, il sogno. Le atmosfere che il nostro sound racchiude sono strettamente connessi alle emozioni che si provano quando si ricerca la riflessione, l’intimità con se stessi e con la natura.

3. La tua voce eterea e soave è sostenuta da una base musicale monumentale e potente... ciò contribuisce a distaccarvi nettamente dai soliti gruppetti gothic metal pacchiani e ridicoli che costellano il genere. Un suono possente e di qualità, molto metal, che riesce a mantenere viva l’attenzione dell’ascoltatore; come definiresti e descriveresti il vostro sound?
Ti ringrazio! Il nostro sound è difficile da definire, forse perché dentro di esso confluiscono molti gusti e molte influenze diverse. Credo che il nostro sia un metal dalle sfumature romantiche, malinconiche, in cui la luce e l’ombra si intrecciano. Questo è anche il motivo per cui abbiamo scelto “Nocturnalight” come titolo per il nostro cd.
4. Ricorrete speso a termini legati alla notte, all’oscurità, all’ombra, alla luna e le vostre canzoni evocano atmosfere notturne e lunari...perchè vi affascina così tanto il mondo notturno?
La notte che noi evochiamo con la nostra musica non ha nulla di macabro o orrorifico, come in molti filoni del gothic, ma è una notte che coincide con la natura, è una notte materna, accogliente, che culla, lenisce le ferite, ascolta dolcemente le nostre sofferenze. E’ un notturno caldo, magico e in un certo senso riposante, perché prezioso, ispirante, da vivere intensamente.
5. In “Nocturnalight” ho potuto cogliere influenze di bands come The Gathering e Lacuna Coil: vi riconoscete in ciò? Quali sono i gruppi che vi hanno ispirato e ai quali vi sentite più vicini?
Questo paragone coi Lacuna Coil è inevitabile e visto il loro successo non può che farci piacere, eppure, anche se apprezziamo molto i Lacuna Coil, non sono mai stati il nostro punto di riferimento per quanto riguarda il sound! In realtà non troviamo nemmeno una grande somiglianza tra la nostra e la loro musica. I primi The Gathering e i Dreams of Sanity rappresentano, all’interno del gothic metal, il sound che a nostro parere ci è più vicino e sicuramente ci hanno influenzato molto. In generale però il nostro sound deriva da molte influenze diverse tra loro: per quanto mi riguarda la musica barocca, celtica, e gruppi come Dead Can Dance, Depeche Mode, Katatonia sono stati dei punti di riferimento notevoli. Inoltre Asher deve il suo gusto compositivo anche all’hard rock, all’heavy metal, al dark rock degli anni 80, e, per certi aspetti, al black metal.

6. Quali sono le tematiche che trattate nei brani di “Nocturnalight”?
Il concept di “Nocturnalight” è l’ambivalenza: è un argomento che mi ispira molto. Tutti i concetti sono fatti di opposti inscindibili: notte e giorno, oscurità e luce, odio e amore. Sensazioni che solo apparentemente sembrano in conflitto tra loro, perchè il mondo interiore è sempre onirico, sfaccettato, ricco di sfumature. I miei testi parlano di questo. A volte mi ispiro a racconti che ho scritto, a volte attingo dalle mie esperienze personali, dalle mie riflessioni, oppure semplicemente mi ispiro a immagini frutto della mia fantasia.
7. Titoli come “Lilith” o “My Book of Shadow” fanno pensare ad una connessione con la Wicca, la religione delle streghe legata al culto per la natura molto diffusa in America e Gran Bretagna e che sta poco a poco prendendo piede anche qui da noi. Fai parte di questo credo o ne sei in qualche modo appassionata? Se sì vuoi parlarci di come e perché ti sei avvicinata a questo culto pagano e cosa apporta ai Domina Noctis?
Vorrei precisare che nel mio caso non si tratta assolutamente di avvicinamento ad un culto, bensì di ricerca personale alle origini del Femminile. Mi affascina la possibilità di indagare gli archetipi della femminilità (questo è stato tra l’altro l’argomento della mia tesi di laurea in Psicologia!). Inoltre mi piace concepire la natura come Dea Madre: è un’idea suggestiva, di grande poesia e bellezza.
“My book of shadows” parla dell’incontro con la Natura e della scoperta del proprio mondo interiore. Il testo di “Lilith (the black moon)” parla del rifiuto del ruolo femminile tradizionale e della comprensione della vera natura della femminilità: le letture che più hanno ispirato questa stesura sono state “Lilith la luna nera” di Roberto Sicuteri (anche se il titolo può ingannare tratta di antropologia) e “Il secondo sesso” della filosofa Simone De Beauvoir.
8. Come procedete in fase di composizione? I brani sono davvero ben curati e ottimamente arrangiati, mentre le melodie e le linee vocali sono orecchiabili e intriganti...
In genere Asher propone i riff, inizia ad arrangiarlo in sala prove, e ognuno mette il proprio contributo. Successivamente, dopo aver colto l’atmosfera del pezzo, inizio la composizione della linea vocale. Per quanto riguarda il testo, di solito prendo brani scritti precedentemente e li integro con parti totalmente nuove. Poi lavoriamo alla struttura e al sound di insieme, togliendo e aggiungendo finchè non siamo soddisfatti del risultato. Abbiamo lavorato molto sull’atmosfera dei pezzi durante le registrazioni dell’album… Ci piace che la nostra musica sia in un certo senso riflessiva, evocativa, che dia il tempo all’ascoltatore di fermarsi un attimo e lasciarsi andare. Ultimamente però nell’ambito metal c’è la tendenza ad aspettarsi che la musica sia sempre di facile e veloce consumo, e questo a nostro avviso non è sempre positivo.

9. E’ difficile per una band come la vostra trovare spazio nel panorama metal italiano? So che riuscire ad ottenere date per esibirsi è una cosa tutt’altro che semplice...
Non è difficile, di più! I locali che fanno suonare dal vivo stanno scomparendo uno ad uno. E purtroppo le band che presentano pezzi propri sono state in gran parte oscurate dalla grande quantità di cover band e tribute band, che in genere trovano sempre dove suonare. Negli ultimi anni la situazione per i musicisti è diventata davvero critica sotto tutti i punti di vista. Ma noi siamo innamorati della musica e ci piace fare quello che facciamo. Quindi cerchiamo di sopravvivere!
10. Cosa ne pensi della scena metal italiana e del metal al femminile?
Ci sono molte cantanti ottime nella scena metal italiana, il fatto è che a mio parere sono ancora un po’ in ombra perché molti continuano a disprezzare le voci femminili e a dire che la donna in una band che fa metal ha un ruolo puramente “decorativo”… Cristina Scabbia ha dato svolta a tutto questo: è stata la prima cantante nel metal italiano a diventare una vera frontwoman.
11. Edera, navigando nel sito dei Domina Noctis ho scoperto una tua pagina personale nella quale parli delle tue innumerevoli passioni e da cui emerge che sei un’artista a 360°...vuoi parlarci dei tuoi interessi e progetti paralleli alla musica?
Mi piace molto scrivere, non solo i testi delle nostre canzoni, ma anche racconti brevi, e ultimamente mi sto mettendo alla prova partecipando a dei concorsi letterari. Inoltre amo disegnare, dipingere, fotografare. Mi diverto molto nella costruzione di siti internet e adoro la digital art. Ho curato infatti personalmente l’artwork di tutti i nostri cd utilizzando tecniche digitali. Da poco ho anche aperto una mini galleria virtuale di foto manipolate digitalmente su deviantart.com.

12. So che hai collaborato con un’altra band parmense, prestando la tua voce per il folk-metal dei Kalevala. Vuoi parlarci di questa esperienza?
Amo molto la musica celtica, così occasionalmente rispolvero il mio repertorio di ballate irlandesi che ho preparato con Daniele Zoncheddu, chitarrista dei Kalevala (folk-rock di Parma). Quando mi hanno chiesto di partecipare alla registrazione del loro primo cd, “World’s End Inn”, ho accettato subito perché sono ottimi musicisti e ottime persone. Così ho registrato “The foggy dew” a secco (cioè senza alcun tipo di accompagnamento, come nella più antica tradizione celtica) e alcuni cori. Successivamente abbiamo anche organizzato dei concerti acustici insieme ed è stato molto divertente!
13. Ti lascio quest’ultimo spazio per aggiungere quello che vuoi..
Ti ringraziamo per lo spazio e l’attenzione concessaci! Un bacio a tutti! Visitate www.dominanoctis.it per ogni informazione! Metal rules! Stay free!
Sito Web Domina Noctis: www.dominanoctis.it
Pagina personale di Edera: digilander.libero.it/ladygoth/
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