[29/10/05] A Night in the Fortress: Malnàtt + Eviscerate @ Transilvania, Cremona
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articolo di:
Guardian!
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Ebbene sì, anche il The Metal Fortress Festival è giunto alla seconda edizione. Manifestazione a dir la verità un pò tribolata, in cui si sono evidenziati alcuni limiti tecnici riguardanti l'esiguo numero di locali presenti sul territorio disposti ad offrirci uno spazio per l'esibizione delle band e qualche problema nell'impostare una serata Metal degna di questo nome. Teatro di questo evento è stato nientepopòdimenoche il Transilvania di Cremona che almeno per una volta ha deciso di mettere da parte i tributi e ad affidare nelle mani di Fortress la questione musicale. Un particolare ringraziamento va, in questo senso, al tecnico del locale Renato che ha reso possibile la serata facendo da mediatore con il proprietario. Ma passiamo al clou del Festival, e cioè la musica.
EVISCERATE
Già presenti alla prima edizione del Festival della Fortezza, gli Eviscerate dimostrano come l'evoluzione di una band non debba per forza rovinare ciò che di buono si è fatto in passato (e qui mi riferisco esplicitamente ad una certa scena svedese). Forti di due ottimi Demo, tra l'altro recensiti sul nostro sito, il gruppo bresciano apre la serata facendo strabordare dal palco mignon il raffinato estremismo musicale di cui sono portatori sani. Ovviamente i pezzi forti non possono che essere quelli presenti su "Shadows out of Time", i cui intricati passaggi vengono riproposti a volte pari pari e altre ancora integrati con brillante fantasia. Nonostante la dose massiccia di ammorbidente che impregna l'ultimo lavoro i quattro della Leonessa non si dimenticano del glorioso passato e sparano in faccia al pubblico qualche gioiellino oscurato dalla produzione del primo demo come "Death on My life". Screaming tagliente, grande tecnica e un vagone di metallo da headbanging rendono la prestazione degli Eviscerate maiuscola, dimostrando che il marmoreo pubblico cremonese apprezza pure - ogni tanto - l'originalità.
MALNATT
Se ve li siete persi difficilmente troverete band tanto originali quanto i Malnàtt. Ok, se la curiosità vi lacera potrete ascoltarli su cd, ma dal vivo sono un'altra cosa, soprattutto grazie ad un frontman tanto particolare come Pòrz. Già presentarsi sul palco pittati nelle nostre città è oggetto di studio fenomenologico, ma indossando poi un sacco nero dell'immondizia è pura genialità. Lo spettacolo dei bolognesi, giunti dalla nebbia più fitta che scendeva caparbia nella notte padana, pare non debba seguire altra scaletta se non una specie di foglio della SIAE da cui Pòrz e compagni decidono volta per volta cosa proporci. Eppure a partire dalla lacerazione del suddetto sacco nero in "la guera d'inbezell" fino al "sangue" che cola dalle labbra del poliedrico cantante a metà show, tutto sembra accuratamente studiato per aumentare la "GRIMmezza" della serata (già assai frostbitten a causa della foschia). Così non fa scandalo che il frontman tra una canzone e l'altra inizi una discussione sui dialetti gallo-italici (di cui adopera il bolognese per le liriche Ndr) oppure inviti le donzelle del pubblico a dimostrarsi generose recandosi nel ristretto camerino dopo lo spettacolo. Musicalmente poi i Malnàtt non hanno nulla da invidiare a black metal acts più longevi e famosi, rendendo lo show divertente pure per il blackster più becero che sta con le braccia conserte in fondo alla sala. Tutto ciò grazie a caroselli di fisarmonica (riprodotta dalla tastiera) e ritmiche tribali. Degne di nota la cover in bolognese di "Pakanajuhla" dei "Moonsorrow e di "Quintessence" dei marcissimi DarkThrone. Per il resto la band si da assai da fare - anche per stare in equilibrio in sette sul palco - e lascia al pubblico l'intento di voler assistere di nuovo ad un concerto tanto paradossale come questo, magari alla prossima Edizione del The Metal Fortress Festival.
Ci vediamo lì.
Marco "Guardian!" Lena
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