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L'alleanza è stata rispettata e ha dato i suoi frutti. Rispettata forse non fino in fondo(per colpa dei fans e non delle bands), ma rispettata, con gli esiti che un nome del genere, The Unholy Alliance, fà immaginare fin da subito. Tre gruppi si sono messi insieme per portare in giro per il mondo la guerra nel pit, la distruzione dei timpani e la voglia di massacro, obbiettivo sicuramente raggiunto.
Tocca agli Hatebreed cominciare a far sgorgare la rabbia dagli amplificatori e si entra subito nel vivo dell'azione: il loro hardcore tirato, condito da una voce alla cartavetrata e a movenze che fanno molto nu metal scatena il pogo sfrenato, lo stage-diving, salti e urla della folla. Le luci colorate illuminano un posto che d'ora in poi smetterà i panni di innocuo palazzetto dello sport per indossare quelli di un vero e proprio girone infernale.
Personalmente il gruppo spalla mi ha annoiato un pò, e, non conoscendole, le canzoni proposte mi sono sembrate alquanto simili, volte come sono a risultare il più estremo possibile. Ma c'è qualcuno che è lì apposta per loro, il palco lo sanno tenere e fanno sicuramente una bella figura. E' pagato anche (come faranno tutti i gruppi in scaletta)il tributo all'alleanza: "Gimme a scream for Slipknot! Gimme a scream for SSSlayerrrrr!" urla il frontman con tanto di risposta entusiasta.
Tre quarti d'ora e c'è il cambio di palco, in favore del gruppo indubbiamente più atteso della serata (da me che avevo già visto i miei idoli Slayer,e dalla maggioranza dei paganti): i nove pazzi mascherati di Des Moines.
Viene preparato il palco con tanto di ovazioni per le percussioni di Shawn e Chris, su un telo nero viene proiettata la copertina di Vol.3( a cui si aggiungeranno di volta in volta le loro S,pentacoli e altra roba..)e, dopo la malinconica intro del loro nuovo disco, gli Slipknot prendono possesso dello stage. Apre The blister exists una scaletta che, pur trascurando un pò Iowa, miscela pezzi vecchi e nuovi con una naturalezza inaspettata, facendo di volta in volta cantare, saltare, e pogare i presenti veramente in delirio( e molti di loro indossano t-shirt degli altri 2 gruppi). E' incredibile il feeling tra i nove americani e il pubblico, che si traduce in numerose frasi in italiano (tra cui un mitico "Saltate!Saltate" all'interno del solito gioco "tutti-seduti" durante Spit it out), siparietti coi pecussionisti e incitamenti a fare più casino possibile.
Io avevo 2 curiosità in particolare:verificare l'impatto live della batteria di Joey e la discussa tenuta vocale di Corey. Soddisfazione su entrambi i fronti col singer a regalare una buona Wait and bleed nel finale.
L'esibizione è positiva (durata 1 ora circa) ma l'alleanza dà un piccolo segno di cedimento: qualcuno nel bel mezzo dello show urla il nome dello Sfregiatore.
Che calca il palco in un tripudio di aquile, croci rovesciate e luci color sangue.La prestazione offerta dagli dei del Thrash è spaventosa nonostante un suono costantemente non perfetto, con il solito Lombardo sugli scudi e un Aray DA PAURA, che spazza via le recenti fiacche prestazioni, dal G.O.M 2002 al dvd di War at the warfield, al live di Soundtrack to the Apocalypse. Da non crederci! Anche qui ci si diletta con l'italiano, anche qui il pogo è assassino, anche qui è tastata la solidità del patto: i pochi no alla domanda se siano piaciuti gli alleati fà capire che la guerra è stata, tutto sommato, vinta.
Un'ora e venti ed il concerto finisce senza lasciare prigionieri.
28 euro spesi davvero bene.
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