Wacken Open Air 2005 @ Wacken (Germania)
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articolo di:
Guardian!
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Si dice che la prima volta non si scorda mai. Una cosa questa volta è certa: sarà molto difficile dimenticare la seconda volta in cui ho partecipato al Wacken Open Air. Più impegnativo spiegare i vari motivi di questa forte impressione. Sarà stata la pioggia caduta abbondante, sarà stato il mare di fango e melma in cui ci si è ritrovati a navigare, sarà stato per l'impatto di molte bands sia sul palco che nel backstage, ma l'edizione 2005 del Metal Festival più importante del mondo rimarrà credo ben impressa nella memoria di tutti i partecipanti.
Agevolato questa volta da un viaggio più piacevole e meno costoso del previsto, sono giunto in quel di Wacken nella serata di Mercoledì 3 Agosto. Per fortuna, niente sembra cambiato. Ci sono ancora gli ubriaconi che si aggirano per le strade - Uno di loro, purtroppo, ha perso la vita sotto un'ambulanza (Ci rivedremo nell'Aula Dorata, Fratello) - Ci sono ancora le ragazze discinte in cerca di Alcool a tutti i costi, ci sono ancora le immense distese di tende e la grande festa ininterrotta per 4 giorni e ultimo ma non ultimo, c'è ancora tanto ma tanto Metallo. Quest'anno però Wacken ha il dispiacere di ospitare un elemento decisamente indesiderato: il maltempo. Già le nuvole minacciano tempesta al nostro arrivo, e rispetteranno i loro propositi durante tutti e tre i giorni di festival, trasformando l'area del concerto in un immenso lago di fango in cui sguazzare.
Day 1
Il primo giorno del Wacken Open Air (d'ora in poi W:O:A) è sempre chiamato "A Night to Remember". Da ricordare non so cosa ci sia visto il bill della giornata, se non forse che i >Candlemass dal vivo fanno tremare la terra e che gli abusatissimi Nightwish sono oramai palesemente tra i gruppi più spinti dalle case discografiche, tanto fumo, ma poco o niente arrosto. Ahimè non sono riuscito a seguire lo show dei Tristania, sebbene la band sembra aver dato ottima prova di sè, mentre il commento che ho sentito andar per la maggiore in quanto agli Oomph è stato <<Oomph?? e chi cazzo sono gli Oomph?!?!>>
CANDLEMASS
Già visti a Tradate, i Candlemass non hanno deluso i numerosi fans raccoltisi ai piedi del TrueMetal Stage per tributare il giusto Onore alla rinata creatura di Leif Edling e Soci. Si parte ancora una volta con la massiccia "Black Dwarf" e subito il Messiah si muove con scioltezza sull'ampio palco tedesco. Tonaca ben legata ed headbanging feroce, il possente singer non perde un'ottava del suo timbro e ben dirige lo show della band, ovviamente in bilico fra i pezzi nuovi e i classici di un passato glorioso. Unica pecca dello spettacolo la mancanza di una hit come "Solitude", richiesta a gran voce ma evitata dagli svedesi. Scelta del tutto condivisibile nell'ottica di un lungo tour di reunion, meno dal punto di vista dell'audience del maggior festival europeo. Dicevo, un piccolo neo, i brani di alto livello ci sono e gli amplificatori scandiscono con perfetto sincronismo i lenti riffs e le cavalcate heavy dell'ultimo album, in un finale trionfante alla luce di uno degli ultimi raggi di sole del Festival.
NIGHTWISH
Io non ho nulla contro i Nightwish, o almeno, non avevo nulla contro la band finlandese prima di vederla esibirsi per ben due volte dal vivo. Perchè sì, la versione Live di questa band mi ha lasciato molto perplesso. All'inizio dello show i suoni non hanno certo aiutato il gruppo che ha sofferto la ricerca di un giusto equilibrio fra i vari volumi degli strumenti. Raggiunto il giusto bilanciamento, niente più scuse. I fans accolgono i finnici con molto calore, li acclamano, urlano il loro amore per Tarja... come in un qualsiasi concerto di Britney Spears. E la musica? beh, la musica è la solita, a tratti coinvolgente, a tratti più Metal o più orchestrale, spesso svogliata e "celophanata". Di sicuro la prova di questa sera ha dimostrato che la voce di Tarja in quel di Toscolano Maderno era solo occasionalmente sottotono. La cantante infatti esprime nel microfono tutti i suoi anni di studio lirico e bravura musicale. E il metallo? il metallo stenta a venir fuori, tutti picchiano, schitarrano, s'impegnano, Lei accenna un headbanging ma giusto giusto per non spettinarsi o sgualcire l'adorabilissimo vestitino giallo canarino che sfoggia altera, ma sembra ancora di assistere alla parodia di un concerto Metal (anche se Power). I Fan però, appaiono piuttosto contenti della prestazione ed applaudono a lungo fino ai fuochi d'artificio che chiudono lo show. Beati loro, nelle tende a sognare di trasformare gli acuti della bella Finlandese in gemiti di piacere... io però in un festival Metal, quasi quasi mi tengo una più 'Talla Angela Gossow o, perchè no, un bell'uomo come il Rob Halford.
P.s. La Scaletta? indovinate... la solita.
Day 2
Il secondo giorno si apre con la speranza del bel tempo. Subito però i nostri propositi vengono spazzati via da un vento freddo che trasporta grigi ammassi nuvolosi sull'area concerti. Qualche minuto per riprendersi dalla nottata di festa e comincia subito il grosso dei live shows del festival. L'apertura è affidata ai Black Metallers Naglfar.
NAGLFAR
Chissà come devono essersi sentiti i Naglfar quando hanno visto la loro posizione nel Running Order. Per chiunque le 11.00 di Mattina a Wacken, specialmente col brutto tempo, corrispondono a mattina mooolto presto. Buttati giù dal letto dalla sveglia, si corre all'area concerti incredibilmente già affollata per la band svedese. Forse nemmeno i Naglfar credevano di poter raccogliere un così ben nutrito numero di fans. Rincuorati dal riscontro di Audience, i Blackster capitanati dal nuovo singer Olivius propongono un repertorio che comprende perle come "I Am Vengeance" e un paio di nuovi brani dall'ultimo "Pariah". La presenza scenica del nuovo cantante ha acquistato vigore e anche la sua voce, all'inizio contestata da molti puristi, comincia a convincere di più. I tempi sono gli stessi, lenti e grevi, le chitarre pesanti e marce, la voce caustica, e per qualche tempo ci si scorda di non aver ancora fatto colazione. Insomma, complimenti a questa band, degna di un posto migliore in un futuro bill.
SONATA ARCTICA
Fra le power metal band più osannate e allo stesso tempo criticate, i Sonata Arctica hanno voluto dire la loro sul palco del True Metal Stage. E l'han fatto a ragione, visto l'alto gradimento del pubblico. Nutrivo qualche dubbio nei confronti delle capacità canore di Kakko, ma posso ora dire che ha superato la prova a pieni voti. Niente di eclatante comunque la show dei finnici, basato sulle loro classicissime song ad impatto immediato dotato di ritornelli che chiedono di essere canticchiati. Apre il concerto la recente "Don't say a Word", e proprio da "Reckoning Night" viene tratta la maggior parte della scaletta. Per la gioia dei fans di vecchia data (in pratica, i quattordicenni di oggi) vengono proposte anche tracce del pluripremiato "Silence", proprio mentre la pioggia comincia a scendere copiosa sull'area concerti.
BLOODBATH
Era molto attesa l'unica data Live della Death Metal Band Bloodbath, capitanata per l'occasione da un Mikael Akerfeldt già presente sul primo disco "Resurrection through Carnage" e preso in prestito dagli Opeth. Tutti i membri del gruppo si presentano sul palco coperti interamente di sangue, come giustamente indica il nome, e sfornano uno show in alternanza fra la potenza, la velocità e la malvagità della propria musica e la voce calda, calma e bassa del singer tra una song e l'altra. Precisi e potenti, i Bloodbath vanno dritti per la loro strada, macinando riffs su riffs e cercando di accontentare il pubblico in balia del maltempo. Il gruppo, seppur tecnicamente valido, patisce la mancanza di una continuata attività live e ogni tanto sembra di assistere più ad una session di prove in studio che ad un vero e proprio concerto. Comunque sia la all star band regala una buona prova, una perla per gli estimatori del Death Metal che probabilmente non vedranno mai più i Bloodbath con questa Line Up.
ENSIFERUM
Quest'anno l'organizzazione del W:O:A ha deciso di puntare molto di più sul Party Stage, grande circa la metà di uno dei due palchi principali ma assegnato, per fortuna o purtroppo, a diverse valide band che hanno spesso oscurato il passaggio di più importanti acts negli altri stage. Tra questi hanno ben figurato gli Ensiferum, band finnica molto legata ad un suono alla "Children of Bodom" ma con una forte ispirazione Vikinga. Petti nudi e viso pittato in stile barbarico-guerriero, gli Ensiferum hanno saputo richiamare l'attenzione di una numerosa folla grazie al loro sound veloce, melodico e appassionato. Grande la prova del Frontman della band, capace di gestire un growl e uno screaming del tutto ragguardevoli contemporaneamente suonando la chitarra. Ritmiche veloci e chorus trascinanti colpiscono nel segno e lasciano gli spettatori esausti dopo circa un'ora di esaltante spettacolo.
METAL CHURCH
Piuttosto discusso lo show odierno dei Metal Church; la storica band americana ha infatti lasciato con l'amaro in bocca molti dei fans intervenuti a loro favore. Sicuramente parte della colpa va attribuita ai suoni che hanno smorzato e deformato di molto la potenza sonora degli Statunitensi, anche se la line up di oggi ha ben poco a che vedere con la strabiliante formazione che spopolava negli anni '80 con album come l'omonimo "Metal Church" o "Blessing in disguise". Sta di fatto che la nuova formazione è legata troppo ad un passato fatto di grandi pezzi, i quali Devono essere per forza riproposti per accontentare un pubblico insaziabile. I brani però, pur con la loro alta qualità, non decollano mai con forza. Il brutto tempo poi non aiuta di certo a riscaldare un'atmosfera piuttosto freddina.
Da rivedere in occasioni migliori.
OBITUARY
Innanzitutto devo dire una cosa: non conosco molto la discografia degli Obituary, ho avuto modo di dare qualche ascolto saltuario alla loro opera, ma, visto ciò che hanno fatto vedere (e sentire) sul Black Stage del W:O:A, di certo dovrò provvedere ad un rapido ripasso. La pioggia batte forte sul pubblico e inonda l'area concerti. Proprio nel momento del diluvio entrano in scena gli Statunitensi, i quali, noncuranti del macello, cominciano a scatenare tutta la furia del loro Death Metal. Nessuno della band si risparmia, finchè tutta la platea non deve cedere ad un headbanging spontaneo. La scenografia, che ricopia la cover dell'ultimo "Frozen in Time", ben si adatta alle atmosfere del gruppo che basa il suo show principalmente sulle canzoni del nuovo cd; non mancano però Hit dal premiato "Slowly We Rot" e dal più tardo "World Demise", eseguite in modo impeccabile e con traboccante furia. Ottimo Show, bentornati ragazzi.
EDGUY
Un pò come per gli Helloween lo scorso anno, il W:O:A è per gli Edguy una sorta di seconda casa, zeppa di simpatici crucchi pronti a supportare qualsiasi cosa esca dalla loro terra. Un imprevisto però avrebbe potuto rovinare lo show della band, rimasta bloccata nel traffico e costretta ad arrivare a Wacken a bordo di un elicottero giunto apposta per recuperarli durante il tragitto. Ripreso il fiato dall'estenuante corsa i beniamini salgono sul palco rivestiti per buona parte da pelle di mucca. Sappiamo che la bonarietà dei tedeschi non è mai stata celata, ma questa volta lo show si rivela più divertente del previsto. Dopo il Power Metal fin troppo ruffiano ascoltato in giornata gli Edguy risollevano un pò le sorti del loro genere preferito con una sana iniezione di ironia e di Metallo nei giusti punti. Ne sortisce uno show coinvolgente e ben orchestrato, con il mastermind Tobias Sammet a fare da Gran Maestro. L'esecuzione è potente, forse si sgarra un pò in precisione ma quello che conta per il pubblico è intonare gli inni dei propri paladini. Arrivano così "King of Fools" e "All the clowns", seguite dalle più datate "Vain Glory opera" e "How Many miles" e tra le più acclamate, per chiudere con la famosissima Avantasia, la cui riproposizione strappa una gran quantità di applausi e coretti a fine esibizione.
WITHIN TEMPTATION
Nemmeno in questa giornata mancano le ugole femminili a donare un tocco di raffinatezza alla massa di bruti che affolla il festival. E quale migliore maestra di Bon Ton se non la dolce Sharon den Adel, carismatica singer dei Within Temptation? Il Palco è abbigliato in stile ultragothic: Bianche colonne, Rovine di antichi monumenti, sfondo blu scuro evanescente, Edere, rampicanti e la statua diroccata di un angelo a troneggiare in mezzo alla scena. In questo ambiente simil-antico prende vita lo spettacolo della band olandese, aiutata da una leggera pioggia a creare l'atmosfera adatta. Se il concerto dei Nightwish la sera prima mi aveva lasciato piuttosto indifferente, ben altra sensazione mi pervade nel sentire ottimi brani come "See who i am" e "Stand My Ground" dell'ultimo album, più commercialotto, "The Silent Force", riproposti in una versione più Heavy del previsto ma senza intaccare la soave voce della cantante. La scaletta spazia soprattutto verso i brani più famosi, in pratica quasi tutti provenienti dal masterpiece "Mother Earth", su cui Sharon si muove con estrema grazia, ma anche grande grinta. Il paragone, a questo punto, è d'obbligo. Sarà pure una mera questione di gusti e modo di vedere le cose, ma lo show dei Within Temptation mi è sembrato senz'altro superiore a quello dei Nightwish, band che in quest'occasione più di tutte rivaleggiava (nonostante la diversità di stile musicale) con gli Olandesi. Innanzitutto perchè la musica dei WT non viene snaturata e privata del senso originario come succede nei NW, ma anzi, viene interpretata e resa adatta all'esibizione dal vivo, nonostante tutte le difficoltà di riproduzione degli stessi suoni, strumenti ed atmsofere. Inoltre, la band dei Paesi Bassi non si è atteggiata a Rockstar intoccabile, innalzando un muro fra sè e i propri fans, bensì ha saputo tessere intelligentemente un rapporto col proprio pubblico speciale, fatto di taciti accordi e comprensione. Lasciando perdere questi sproloqui, veniamo di nuovo alla musica, questa volta ottima, che conduce al termine l'esibizione grazie alla potente traccia "Ice Queen", di cui non viene sgarrata una nota da tutta la band, la quale si è meritata l'appoggio perfino del più becero metallaro.
"Special Surprise Act": STRATOVARIUS
Per fortuna che dovevano essere la "Sorpresa"! Qualche ora prima del concerto Si sentiva nell'aria l'odore di Timo Tolkki, avvistato nel backstage, ma ben prima era già palese chi fosse lo "Special Act", grazie a delle eloquenti magliette fatte stampare per l'evento e in vendita al pubblico fin dal primo giorno... Ritorna quindi una delle band finlandesi più seguite, ricomposta dopo gli strani eventi capitati al suo chitarrista leader, il quale, sembra per una crisi mistica, aveva mandato tempo fa a farsi fottere tutto il gruppo. Sarà per una miracolosa guarigione, o sarà per il contratto con la Sanctuary Records da 1.000.000 Dicesi Un Millione di Dollari, ma il gruppo, reduce dalla registrazione del nuovo "Pop Killer" (!?!?!), decide di presentarsi sul palco del W:O:A tirato a lucido. Piuttosto, sembra che nemmeno il bassista abbia resistito al dispotismo dei due Timo e così ecco fresco fresco appena scartato un nuovo membro come non accadeva da quasi un paio di settimane... Lo Show dei Finnici è quasi più una presentazione della nuova line Up, alla sua prima uscita ufficiale. Solo tre i brani proposti, a partire da una affascinante "Hunting High and Low" in cui Kotipelto svela ancora le sue buone capacità di singer, per poi passare alla classica "Black Diamond" e terminando con un brano tratto dalla nuova release, intitolato "Maniac Dance"; Si tratta quest'ultimo di un brano decisamente più Heavy rispetto ai canoni della band, con le chitarre ben in evidenza e un cantato più grintoso. La traccia, seppur innovativa, non convince però poi molto... si vedrà nel contesto del full lenght, atteso in un prossimo futuro denso di preoccupazioni.
APOCALYPTICA
"Ma quanto cazzo sono Metal 4 Violoncellisti?" Girava questa frase in mezzo alla folla in visibilio per la prestazione degli Apocalyptica. Certo, se a quattro musicisti classici con la passione dell'Hard'n'Heavy aggiungi poi un mostro come Dave Lombardo a pestare, spaccare, calcare e far tremare la struttura metallica del palco, allora nemmeno il più intransigente dei Metallari potrà contraddire questa frase. Messo da parte per lunghi tratti il repertorio di classici dei Metallica che li aveva resi famosi, i quattro (in questo caso cinque) artisti ripropongono parte della loro recente release, un album dalle forti tinte orchestrali (come c'era da aspettarsi) ma con anche qualche guizzo di magia pesante. E allora via con la finta distorsione data dai toni grevi, con le linee vocali riprodotte dalle corde del violoncello, con le cover di successo cantate a squarciagola dal pubblico ("Master of Puppets" e "Seek & Destroy" su tutte) e con i brani meno conosciuti ma tuttavia interessanti solo per il modo atipico in cui sono eseguiti. Esecuzione ravvivata poi dal continuo Headbanging dei membri della band, come un'orchestra impazzita che si ribella al direttore e scatena ondate di Metallo sul pubblico. Me li vedrei, seduti sul palco di un teatro in smoking, che al tocco di un improbabile Muti borchiato si mettono a macinare "riffs" mentre l'audience in sala di generali arciduchi e ministri si scatena in un pogo furioso... Solo sogni, già, ma non amiamo la nostra Musica anche perchè ci permette di sognare?
CORVUS CORAX e Orchestra
Mi ha sempre affascinato la musica celtica, acustica, tamburellata e suonata dal vivo. Certo però che mai mi sarei aspettato dall'organizzazione del Wacken un simile concerto da Co-Headliner. I Corvus Corax, per chi non lo sapesse, mischiano la tradizionale musica celticheggiante (cornamuse, Bodhràn, tamburi, ecc) a frammenti di elettronica e cantato esclusivamente in tedesco. In tutto questo però manca anche solo una minima parte di Metallo che avrebbe potuto giustificare una simile esibizione. Ok, stupende le scenografie, l'entrata in scena del Coro degli abusatissimi Carmina Burana, l'avanzata dei cinque bagpipers, la teatralità dell'evento e la pomposità dell'esibizione. Ma oltre a tutto questo fumo, di musica come si deve ne ho sentita ben poca. Nel mezzo, soliti giri e solite scale, tra l'altro nemmeno tanto divertenti ma finto-atmosferico-magnificenti, palco gremito di personaggi strani agghindati con Kilt, pelli e abbigliamento simil-gotico-celtico in stile grandguignoleggiante che ben poco hanno da dare di buono alla proposta finale. Risultato? Tanta noia e voglia di rifugiarsi al Beer Garden in attesa del prossimo concerto in cui speriamo finalmente si risfodererà almeno una sana chitarra. Fuori Luogo.
TURISAS
Un solo album all'attivo ed essere già chiamati al più grande festival europeo. Non so come voi la pensiate, ma per me è indice che qualcuno ha fiutato dei soldi, o magari, del talento. Io sono più propenso verso l'ultima ipotesi, principalmente perchè lo show a tarda ora dei Finnici Turisas (le due di notte) è atteso da una gran folla. Look Primordiale, fatto di tatuaggi, cuoio, pelli e pellicce, i Turisas si presentano sul palco con grande grinta e ripropongono la quasi totalità delle canzoni del loro debut "Battle Metal". La complessità della loro proposta musicale non patisce le restrittezze di un'esibizione dal vivo, visto anche il copioso numero di musicisti che affollano lo stage ( al termine dello show saranno ben Undici!) a partire da un Violinista e Un fisarmonicista schizofrenici, un frontman dal grande carisma, una dama poco vestita che concede la sua voce al pubblico, e vari personaggi tra percussionisti e strumentisti più "tradizionali" in ambito Metal. Coordinazione, teatralità e forza del gruppo danno l'impressione di uno spettacolo "corale" di grande impatto, fatto di ritornelli cantati in coro a 6 voci e dalla resa molto epica, cavalcate Power-Folk tutte da Saltare e una grande potenza sonora. Chiude lo show l'eclatante title track su cui il pubblico si scatena e tributa omaggio a questa banda di pazzi evocatori.
Day 3
Il terzo ed ultimo giorno del W:O:A si apre come al solito con una leggera pioggerella che scuote le tende e lascia agli avventori giusto il tempo per correre al riparo di qualche tendone giù nell'area cocnerti. Dopo la Mattinata dedicata alla pre-listening session del nuovo album dei Dissection, ben presto gli amplificatori cominciano a buttare fuori di nuovo una valanga di Metallo. Tocca ai feroci Zyklon aprire la giornata, mentre il primo gruppo "di spicco" sono i Dragonforce, autori di un Symphonic Power Metal velocissio e molto tecnico, acclamato dal pubblico desideroso di qualcosa di più classico. Seguono i Suffocation, supportati dalle frange più estreme del pubblico, finchè coi primi raggi di sole si avventano sul True Metal Stage gli storici Overkill.
OVER KILL
Chi ha detto che il Thrash Metal è passato di moda? E chi altri ha detto che è il Nu Metal il discendente diretto del genere figlio degli 80s? Affermazioni forse di qualcuno che non ha ancora assistito ad uno show di una formazione longeva ma tuttora incazzata come gli americani OverKill. La band si appropria subito del palco di Wacken e propone una scaletta "Bestof" puntata soprattutto (e giustamente) al periodo d'oro, tornando indietro a capolavori come "Feel the Fire" o "Horrorscope". Scandite a colpi di headbanging passano una dopo l'altra canzoni storiche come "Raise the dead", "Deny the cross", "In Union We stand" e "Thanx for Nothing", in aggiunta a qualche pestata traccia degli ultimi tempi. Nel finale Ellsworth manda tutti a fanculo con una serratissima "Fuck You" cantata da tutto il pubblico che con il medio teso risponde reciprocamente al richiamo della band.."We don't care what you say.. Fuck You!"...Bah, come se mandare affanculo la gente fosse prerogativa del crossover...
DISSECTION
Chissà da quanto tempo Jon Nödtveidt agognava di poter portare la sua carica di Chaos in quel di Wacken. Finalmente ci è riuscito e , forte di una rinnovata Line up (appena cambiato un'altra volta pure il bassista), ha conquistato il Black Stage grazie ad una buona prestazione. Scenografia scarna al massimo, i Dissection lasciano parlare la musica. Non c'era modo migliore di cominciare se non alla stessa maniera del loro capolavoro "Storm of the Light's Bane", per poi snocciolare qualche perla da "The Somberlain" e proporre un paio di nuove canzoni dall'album di prossima uscita, più orientate verso un thrash tedesco al limite del Death. Incredibile però la resa live di un gruppo così estremo (finalmente con i suoni migliori), capace di riproporre con la stessa rabbia di un tempo le tracce dell'esigua discografia che lo hanno reso comunque un'icona del genere. Show seguitissimo, forse un pò freddo da parte dei membri del gruppo, a parte lo stesso Nödtveidt che , come al solito, sembra preso da una forza mistica mentre lancia sguardi micidiali e aizza il pubblico per un personale tributo alle forze del Chaos.
FINNTROLL
Quest'anno, vista anche la mia venuta in veste più "ufficiale" in terra germanica, mi ero riproposto di evitare il più possibile il pogo sfrenato per avere una visione più obiettiva e più ragionata di ogni concerto. Certo è che quando vedi arrivare la gente a frotte, senti invocare i nomi dei tuoi beniamini ancora prima del loro ingresso in scena e infine te li vedi arrivare in pompa magna sul palco beh, qualche tentazione rimane ed io non sono mai stato bravo a resistere alle tentazioni... Inizia così il "mio" Show dei Finntroll, per la prima volta presenti al W:O:A. Purtroppo nella formazione finnica si registra ancora una volta l'assenza del mastermind Trollhorn e subito la sua mancanza si fa sentire; Infatti il sostituto, tastierista dei meno famosi Imperanon, non riesce ad imporre la propria volontà come farebbe il buon Henri Sorvali e quindi la tastiera perde tutto il volume necessario. Di conseguenza vanno disperdendosi tutte le melodie principali delle canzoni, alle quali solo il pubblico più accanito può oramai appellarsi con urla e cori. Impegnato a sopportare uno dei poghi più selvaggi a cui mai abbia partecipato, noto però la gentilezza dei tedeschi nel supportare e tirare in piedi coloro che sfortunatamente cadono o i numerosissimi Stage Divers che arrivano a frotte da ogni dove. Repertorio infarcito di classici in cui spicca una rara "Forsvinn du som Lyser" riproposta in versione Heavy dall'impatto devastante. Mi domando ancora come mai hanno fatto suonare i Finntroll sul Party Stage quando era palpabile l'attesa per tale concerto e il numero crescente di gente che lo accompagnava, restando quasi indifferente all'esibizione sul Black Stage dei cattivissimi Marduk...
KREATOR
Giunge l'oscurità ed arriva inesorabile l'ora dei Kreator. Il Fumo avvolge il palco e in una commistione di suono, luce e nebbia appare il frontman Mille Petrozza. La folla esplode al suo arrivo e il Thrash Metal ripulito e restaurato dei tedeschi la fa da padrone. Sono quindi gli ultimi due album ad essere saccheggiati di brani come "Second Awakening" e "Violent Revolution", oppure della title track "Enemy of God". C'è spazio anche per un pò di storia, dissotterrata all'attacco dell'immancabile "Pleasure to Kill". La band sembra essere in buona forma e il set non troppo lungo favorisce i Thrashers i quali, sulla lunga distanza, ahimè, possono venire a noia. Sempre Statico e tagliente, Petrozza si muove ben poco sul grande palco, lasciando l'ingrato compito di movimentare l'esibizione ad un'adeguato Sami Yli-Sirniö. Show tuttavia divertente, gustato dal sottoscritto dopo aver perso il concerto degli Hammerfall a causa della ignobile condizione in cui mi trovavo al termine del concerto dei Finntroll... Ecco perchè avrei voluto limitarmi..
ACCEPT
Erano fra le band più attese, acclamati dal pubblico di casa ed esaltati dai Rockers stranieri giunti da tutto il mondo. La Reunion degli Accept, l'ennesima del panorama Hard'n'Heavy negli ultimi anni, sembra però aver dato dei buoni frutti, almeno per i nostalgici. E' dedicato principalmente a questi ultimi lo show di stasera della band capitanata dal Piccolo Grande UDO, stridulo vecchietto che è oramai un'icona, non ancora del tutto immobile. Bisogna proprio vedere dal vivo questi rinati Accept per verificare la potenza che ogni singola nota acquista nella dimensione Live. Sono le chitarre finalmente a fare da padrone, autrici di poderosi Riffs dal Rock all'Hard fino ad un seminale Power Metal. Di contorno, la gracchiante voce di un vitale UDO, nelle cui vene scorre il Metallo da decenni e che finalmente ritrova serenità e voglia di esibirsi. Sono quindi i classici dei primi anni '80 a farla da padrone. Riproposti con grande grinta classicissimi come "I'm a Rebel" o "Princess of the Dawn" in versione allungata. C'è tanto Hard-Rock'n'Roll e un pò meno Metal in questo Show, ci si ferma molto sui cori, sulle chitarre, e l'audience sembra non chiedere altro. Ovazioni per "Restless and Wild" e "Flash Rockin' Man", mentre sulla storica "Balls to the Walls" gli Accept giocano con il pubblico in un lungo botta e risposta, conclusi nel finale con il sincronismo dei fuochi d'artificio a chiudere uno show lungo ed esaustivo. Chi era annoiato dai fuochi, dalle melodie e dalle solite distorsioni, dagli assoli, dalle voci sgraziate e dal possente drumming, sarà andato da un'altra parte, ma, dopotutto, "That's Rock'n'Roll".
SENTENCED
Forse i Sentenced credevano ancora di essere loro gli Headliner di giornata. Se fosse così, immagino la delusione di Ville e Soci quando, usciti sullo stage, si sono ritrovati davanti un pubblico notevolmente ridotto rispetto a quello che aveva appena assistito allo Show degli Accept. Incassato il primo colpo ancora prima di cominciare, il singer finalndese pare voler fare una ripicca nei confronti del Wacken. Il concerto del gruppo dovrebbe far parte di quel "Tour d'Addio" tanto sbandierato che dovrebbe chiudere (per il momento..) la carriera dei Finnici. Ci si aspettava quindi un'esibizione densa di Emozione e Pathos. Invece, tutto ciò che riescono a proporre, è solo un ripetitivo, banale e distaccato show in stile minestra riscaldata. Il distacco emotivo c'è e si vede palesemente, Il frontman ben poche volte si rivolge al pubblico, le canzoni sono suonate una di fila all'altra senza troppi stop o fronzoli, come un turno di lavoro in fabbrica. Ok, tecnicamente nulla da dire, la canzoni migliori le han fatte, forse un pò troppe dall'ultimo disco, ma comunque il lavoro "a regola d'arte", come un qualsiasi idraulico, l'hanno compiuto. Purtroppo, o per fortuna, qui si parla di Musica, e di conseguenza di Emozioni. Dove vuole arrivare un gruppo che non sa più nemmeno esaltare i fans più accaniti? Esatto, da nessuna parte. E allora, quale migliore decisione se non quella di chiudere baracca? Premio sincerità.
(p.s. Il Report è volutamente incompleto perchè, stanco della presa in giro, ho visto bene di correre a guardare un grandissimo Show dei Primordial, relegati ingiustamente nel piccolo WET Stage ma acclamati dalla folla.)
ONKEL TOM
Per fortuna che, in ultimo, arriva il buon vecchio Zio Tom Angelripper a risollevare il morale dell'intero festival. Già, perchè dopo uno show che non prometteva di per sè di regalare divertimento, si passa ad uno dei deliri musicali più brillanti degli ultimi tempi. Per chi ancora, suo malgrado, non lo conoscesse, Onkel Tom, lo Zio Tom appunta, non è altri che l'Angelripper frontman dei Thrashers Sodom. Ogni tanto però questo personaggio sveste la maschera da incazzato e si precipita nel primo Pub a intonare le più becere canzonacce da osteria affogate in ettolitri di birra. Nasce così il progetto "Onkel Tom", e così arriva sul True Metal Stage del W:O:A. Anzi, vi giunge in modo ancora più inaspettato: in una sorta di introduzione che si diletta a prendere per i fondelli i Motorizzati Manowar e le loro Harley, i Quattro pazzi (tranne il batterista) arrivano on stage dalle quinte a bordo di 3 Motorini (i Ciao, avete presente?) a suon di sgasate e scivolate. L'incipit mostra già quale sar l'andazzo dello spettacolo: divertimento a grandi manciate per tutti. Nella propria terra poi Onkel Tom ha un seguito non indifferente e, cosa importante, il pubblico conosce tutte le sue canzoni a Memoria. E' un pò come se da noi Flegias si mettesse a cantare "Quel Mazzolin di fiori" o "La bela la va al fosso" in versione Metal... riuscite ad immaginarvelo? Io sì, grazie all'"Esperienza Angelripper", e quindi mi crogiolo nelle melodie semplici semplici che conosciamo in tutta Europa, salto, spingo, bevo e ballo, mentre sul palco è un continuo incitare il pubblico a superare la Security e a raggiungere la band. Esibizione pirotecnica che lascia esausti ma decisamente divertiti, peccato che non capisca una parola di tedesco e abbia cantato a caso per tutto il tempo. Dopotutto, è bello così.
... Tiriamo le Somme...
Risulta davvero impossibile seguire, da solo, tutti i gruppi presenti al W:O:A, tanto più quando si è divisi fra diversi palchi e il Backstage. Ho preferito quindi escludere dal Report alcuni gruppi di cui, per un motivo o per l'altro, non ho potuto seguire adeguatamente lo show oppure che non conoscevo abbastanza da poter giudicare. Mi scuso dunque coi fans delle band di cui non ho scritto niente, ma Spero che costoro abbiano apprezzato la totalità di tale lavoro, con l'auspicio di non dovervi raccontare sempre il W:O:A ma che voi stessi, in prima persona, possiate essere i protagonisti di questa grande Manifestazione. Arrivederci a Wacken 2006!
Articolo a Cura di Marco "Guardian!" Lena.
Per le Foto si ringrazia l'Organizzazione del W:O:A e www.metaltix.com
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