La data del 21 Luglio 2005 corrisponde all’unica presenza stagionale in terra italiana del mitico Alice Cooper, di ritorno dopo le esibizioni a Montichiari del 2002 e al Gods Of Metal dello scorso anno. Per l’occasione è stata realizzata una nuova edizione del Glam Attakk estivo, colorita (e colorata) manifestazione a cui alcuni appassionati si dedicano con impegno da molto tempo, che questa volta poteva contare sulla presenza dei romani Krys, dei milanesi The Pythons, dei torinesi Anti:Heroes e dei finlandesi Private Line. Purtroppo, per cause di forza maggiore, siamo arrivati proprio mentre “Lovecrash” chiudeva l’esibizione dell’unica band locale, e non abbiamo potuto ascoltare i nuovi pezzi che gli ex Hollywood Killerz hanno proposto, ma non c’è stato nemmeno il tempo per rammaricarsi che i Private Line, alla quarta calata italica nel giro di 11 mesi, hanno dato inizio al loro show sulle note di ”Cheerleaders & Dopedealers”. La risposta del pubblico tricolore è stata piuttosto calorosa, ed ha visto nell’esecuzione dell’ormai nota “1-800-Out-Of-Nowhere” il momento di maggior esaltazione. Il combo finnico è sembrato in buona forma, eccezion fatta per il singer Sammy, sempre bravo come intrattenitore ma sfortunatamente alle prese con problemi vocali che ne hanno minato la prestazione, durata all’incirca una 40ina di minuti, prima che l’interesse della gente si spostasse dal tendone centrale al palco principale posto in esterna dove, accompagnato da una band composta da Damon Johnson (Brother Cane, Sammy Hagar, Faith Hill, John Waite) e Ryan Roxie (Slash’s Snakepit, Roxie ’77) alle chitarre, Chuck Garric (Dio, L.A. Guns, Gilby Clarke, Lynch Mob, The Drüts) al basso ed Eric Singer (Kiss, Black Sabbath, Badlands) alla batteria, alle 22:00 in punto Alice Cooper si è presentato on stage per dare vita ad uno show memorabile. Il 57enne Zio d’America è apparso in forma smagliante, sia a livello fisico che vocale, ed ha offerto ai presenti un’esibizione superba, divertente e ricca di belle canzoni, oltre che di simpatiche trovate. Potremmo spendere ore a disquisire sulla scelta della setlist ma, dato l’altissimo numero di album pubblicati nella oltre trentennale carriera di Cooper, la decisione di suonare questa canzone piuttosto che quell’altra non dev’essere di certo semplice e, a conti fatti, bisogna riconoscere che i classici sono stati riproposti un po’ tutti e per questo non ci si può proprio lamentare, così come non ci si può lamentare per i siparietti già visti e stravisti ma sempre piacevoli e ad effetto. Omai è noto che lo Zio si sorreggerà con una stampella durante l’esecuzione di “I'm Eighteen”, infilzerà una mazzetta di banconote con un fioretto su “Billion Dollar Babies”, ricomporrà la sua stessa salma sulle note di “Feed My Frankenstein” e lancerà palloni contenenti coriandoli al ritmo di “School's Out”, ma queste scenette, assieme alla decapitazione, la camicia di forza, le varie incursioni della figlia Callico e la “resurrezione” dalla bara fra il fumo, fanno ormai parte dello show teatrale e grandguignolesco di Alice Cooper e riescono sempre a fare un certo effetto sugli spettatori. La vera novità è stata il lancio di collane “preziose” su “Dirty Diamonds”, che ha scatenato fra il pubblico delle prime file una vera e propria lotta spietata per accaparrarsi uno dei cimeli, così com’era accaduto qualche attimo prima per il lancio di un bastone da passeggio.

Nei primi 90 minuti il gruppo ha sciorinato in rapida successione storiche perle del calibro di “No More Mr Nice Guy”, “Is It My Body”, “Be My Lover”, “Steven”, “Welcome To My Nightmare”, “Only Women Bleed” e “Lost In America”, oltre ad un assolo di batteria di Eric Singer, sostenuto a gran voce dalla gente. Dopo una breve uscita di scena è poi venuto il momento di congedarsi, non prima di aver offerto agli astanti la tripletta “Poison” / “I Wish I Was Born In Beverly Hills” / “Under My Wheels”, posta a suggello di un concerto pressoché impeccabile da parte di un’artista a cui è impossibile, se si ama l’hard rock, non sentirsi almeno un briciolo legati.
Private Line setlist:
Cheerleaders & Dopedealers
While God Saves I Destroy
Already Dead
1-800-Out-Of-Nowhere
Little Sister
Forever And A Day
Drive-In Salvation USA
Last Night On Earth
Alice Cooper setlist:
Department Of Youth
No More Mr Nice Guy
Dirty Diamonds
Billion Dollar Babies
Lost In America
I Never Cry
Be My Lover
Woman Of Mass Distraction
I'm Eighteen
Between High School And The Old School
What Do You Want From Me
Is It My Body
Go To Hell
Black Widow
Eric Singer Drum solo
Gimme
Feed My Frankenstein
Welcome To My Nightmare
The Awakening
Steven
Only Women Bleed
Ballad Of Dwight Fry
I Love The Dead
School's Out
Encore:
Poison
I Wish I Was Born In Beverly Hills
Under My Wheels
Report di Stefano “Maestro” Gottardi
Foto di Davide Viola
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