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Fu Wacken il primo palco su cui vidi salire gli Anthrax. Ero pieno di aspettative come un ragazzino allora e, sgranando gli occhi, cercavo di inserirmi pienamente nella trepidante attesa di un concerto Thrash Metal. Tuttavia non ho un buonissimo ricordo della prova degli italoamericani in Germania, forse perchè guidati alla voce da un potente ma per me insignificante John Bush e incentrata su brani che ben poco mi interessavano. Diventa quindi chiaro che al momento dell'annuncio del ritorno di Joey Belladonna per un tour mi resi conto che il mio cuore d'acciaio non m'avrebbe mai permesso di mancare al Mazda Palace il 7 Luglio 2005.
E Mazda Palace è stato, sebbene in largo anticipo nonostante le immancabili code sulla tangenziale milanese. All'ingresso siamo colti da una sensazione sgradevole: poca gente, staticità e indifferenza verso il concerto in preparazione. Sarà che saremmo arrivati troppo in anticipo, sarà pure il convenientissimo biglietto a 10 euro che attira anche tanti curiosi ma per fortuna verso le 22.00 , al momento dell'ingresso della Band, il palazzetto è soddisfacentemente gremito.
Sotto il palco il solito marasma di vita alternativa: Dalla fighetta simil-dark in tiro al punkettone redivivo,fino all'ubriacone che sbocca senza preavviso in mezzo alla folla e alla Metallara dai jeans attillati, scarpe bianche e chioma cotonata che sembra essere stata ibernata nell'85 e scongelata giusto per l'evento.
Finalmente però arriva il momento di parlare di Musica. E che musica ragazzi, qui si tratta della Reunion degli Anthrax autori di dischi come "Spreading the disease" o "Among the living". Ed è proprio con la title track di quest'ultimo album che si apre lo show.
I suoni, come è solito al Mazda Palace, fanno schifo e il Muro sonoro del gruppo si trasforma quasi più in una valanga fangosa. Fortunatamente questa è un concerto Thrash, non musica da camera, e il pubblico scatena violento un Pogo incitato dall'ingresso in scena di Un Belladonna un pò rattrappito ma vocalmente intatto. Il singer sembra aver perso gli ultimi 20 anni di sviluppo della scena musicale e si muove, si agita, balla e scherza come un ragazzino di vent'anni fa. Ma a noi piace così.
Una dopo l'altra vengono snocciolate le Hit di un inizio carriera travolgente. L'album più saccheggiato è di certo il pluricitato "Among.." con pezzi come "N.F.L." e "I Am the Law", anche se non mancano "A.I.R." e "Madhouse" da "Spreading..." e addirittura due tracce dal debut "Fistful of Metal" rappresentato dalle telluriche "Deathrider" e "Metal Thrashing Mad". Non è certo da dimenticare l'impatto di pezzi come "Antisocial", cantata a squarciagola dal pubblico o il palese invito di "Caught in a Mosh", apprezzato di buon grado dall'audience milanese.
La band sembra in gran forma, la sezione ritmica è sostenuta da un duo Benante-Bello che fa tremare (addirittura oltremisura) ogni centimetro del Mazda Palace e soprattutto grazie al bassista regala anche stacchetti comici deliranti. Ineccepibile la Prova di Scott Ian, macinatore di riff serratissimi, il quale si cimenta pure in veste di cantante sulla cover dei Pantera "A New Level". Qualche appunto da fare a Dan Spitz che rovina un sacco d'assoli aggiungendo al suo strumento un effetto Wah-Wah piuttosto irritante, forse anche più del suo modo di fare "sonoioilpiùfigobaciatelemienatiche". Poco male però, il gruppo sembra stare ancora saldamente insieme, si diverte, scherza, gioca col pubblico e fa un sacco di Casino.
Giusto quello che mi aspettavo da un concerto del genere.
Bentornati.
L'ANGOLO DELLO SCETTICO
Mah. E’ un gusto agrodolce quello che si ha in bocca quando ci si reca ad un concerto così “strano”, così forzato. Già la location la dice lunga, che per gli americanissimi Anthrax (fatto salvo il suono di un paio di cognomi) è la festa del partito antiamericano per eccellenza, il partito di Rifondazione Comunista. Si dovrebbe già meditare sull’onestà artistica e morale della band in questione, perché se comprensibile è la voglia di pagarsi da vivere senza metter piede tutte le mattine in un ufficio, non lo è il farsi da pagare da chi brucia le bandiere del tuo paese ogni volta che crede di averne il diritto: il fatto che i cinque musicisti non siano certo dei repubblicani sfegatati non toglie alla cosa il suo essere paradossale.
Benvenuti alla fiera del paradosso, benvenuti alla festa dell’improbabile amici miei. Perché se il cibo cubano dello stand gastronomico si fa mangiare, risultano indigeste le scarpe Nike della cameriera ed il malo modo con cui i sedicenti rossi scacciano i soliti, invadenti vù cumprà come se si trattasse di una Pontida qualunque. Mah.
Spostiamoci all’interno del Mazda Palace dove si possono ammirare magliette degli Slayer con aquila fascista (dai, è proprio quella!), pubblicità della Coca cola e bandiere con tanto di falce e martello. Eccoli i “nuovi” (le virgolette sono d’obbligo) Anthrax, senza Rob Caggiano, fondamentale per la stesura dell’ultimo meraviglioso album, e senza il grande singer John Bush, prima accantonato per un’ estate, poi informato che il nuovo album si farà senza di lui.
Mi spiegate l’utilità di esclusioni simili?
A parte che qualcuno dovrebbe spiegarmi l’utilità di certa gentaglia che si diverte ad impersonare i clichè più orrendi del becero metallaro, ubriacandosi da far schifo ai concerti, stracciandoti con la birra in pieno pogo (bruttino nell’occasione, con troppi spazi a causa del pubblico attirato da questi Anthrax, anziani e bambini in quantità) e magari sbocca nel bel mezzo del pit….mah(e son già 3)!
Tornando a noi analizziamo i sostituti, i cosiddetti membri originali scongelati dal giurassico.
Alla chitarra c’è una sottospecie di nano da giardino stempiato, dal sorriso ebete, che non fà altro che il coglione per tutto il tempo perché probabilmente gli hanno imposto il ruolo dell’imbecille figo. Si chiama Dan Spitz e non apporta niente di particolarmente utile.
Decisamente più utile per i nostalgici (vero Guardian?) è il ritorno di Joey Belladonna dietro il microfono, anche se ad una prova vocale ineccepibile non corrisponde una presenza scenica di pari qualità. Belladonna è simpatico, ma è un bacco rinsecchito vestito come andava ai suoi tempi, non ai nostri, che saltella come un folletto sotto anfetamine e sorride sempre come un Teletubbie tanto tanto felice. Se ciò non basta a farvi ridere, sappiate che di tanto in tanto finge di essere un tacchino.
E’ praticamente il vostro zio gay a cui piace tanto vestirsi in pelle aderente e tenere i capelli lunghissimi. Ma cazzo, non era più metal il panzer Bush più giovane e arrabbiato anche a livello vocale? Mah.
Sta di fatto che, nonostante tutto, ci si diverte, perché la loro musica è sempre bella, perché Ian e Bello sono dei pazzi furiosi meno forzati dei “nuovi” arrivi, e perché tutto sommato gli Anthrax sono gli Anthrax e basta.
Ma tanti dubbi permangono su una delle reunion più odiose degli ultimi tempi.
Il futuro? Mah.
Setlist:
-Among the living
-Got the Time
-Caught in a Mosh
-AIR
-Madhouse
-In My World
-NFL
-Antisocial
-Be all end all
-Indians
-Medusa
-Im the man
-Metal Thrashing Mad
-A new level(pantera)
-I am the Law
-DeathRider
Articolo a cura di Marco "Guardian!" Lena e Luca "darkblood" Chiappa
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