[05/06/05] Tradate Iron Fest 2005 @ Tradate (MI)
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articolo di:
Guardian!
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Tradate iron Fest: Ovvero come obbligare il Gods Of Metal a rilanciare alla grande per non farsi oscurare in quanto a setlist da un Neonato Festival "di provincia".
L'intento dichiarato degli organizzatori non è stato certo quello di fare concorrenza alla manifestazione Bolgonese, nonostante la vicinanza dei due eventi, ma ha ottenuto l'approvazione e il supporto di un buon numero di persone. Ottimo il Bill di tutti i cinque giorni, con una nota di merito per aver organizzato al Giovedì la serata dedicata ai gruppi italiani. L'apice del Festival è stato certamente il Weekend in cui una serie di mostri sacri dell'Heavy Metal ha calcato il palco di Tradate, Tra cui Saxon, Sentenced e Jon Oliva.
I più volenterosi del nostro Staff che hanno partecipato all'evento cercheranno volentieri di raccontarvi un pò come sono andate le cose nella giornata di Domenica 5 Giugno 2005.
L'intero Staff di THE METAL FORTRESS ne approfitta invece per ringraziare l'organizzazione del Tradate Iron Fest per la collaborazione e la disponibilità. All'Anno Prossimo!
Dopo l'odissea dovuta alla tratta degna dell'Omerica Scilla e Cariddi composta da Autostrada A1-Casello-di-Melegnano-Tangenziale-Est e conseguente perdita dell'orientamento, io e Tinùviel siamo giunti in quel di Tradate solo al termine dell'esecuzione degli storici Anvil. Peccato.
Raccolta qualche informazione sulle prestazioni della giornata precedente e quelle odierne oramai perse, ci apprestiamo a prepararci ad accogliere una strabiliante serie di Eroi del Metallo sul palco del Varesotto.
ONKEL TOM
17.10 - 18.00
Prima dello show della sua band, esordio fuori dalla Germania in assoluto, lo Zio Tom Angelripper era preoccupato. Insomma, Coi suoi Sodom poteva benissimo contare su un nocciolo duro di fans, ma la particolarità di un progetto come "Onkel Tom.." e delle sue rivisitazioni della tradizione Folk specificatamente tedesca non dava la tranquillità di un'accoglienza benevola. Eppure, al momento di entrare in scena, una cospicua folla si raduna ai piedi del palco inneggiando al Singer teutonico. Birra in mano e maglietta dello schalke 04, Angelripper si presenta mestamente davanti a Tradate. In pochi secondi però scoppia subito la follia del gruppo e del pubblico assieme. Urla, canti, grida, saltelli e pogo indemoniato, lo Zio tom sprona gli italiani ad una prova di lingua tedesca e scopriamo che molti sanno parola per parola ogni canzone. Arriva dopo poco l'annuncio: in Germania la band è solita accogliere sullo stage i fans più "veloci" a sfuggire alla security. Neanche il tempo di finire di parlare e dieci fortunati vanno a fare compagnia al gruppo durante un paio di canzoni, regalando in collaborazione con lo Zio Tom anche qualche siparietto comico esilarante, forse anche di più di quando al termine della prima canzone Angelripper non si accorge di aver aperta la patta dei pantaloni e mostra le candide mutande al pubblico intero. Impressionante il numero di birre che salgono una dopo l'altra sul palco, ed impressionante la disinvoltura con cui ogni componente della band, tra cui il chitarrista dei Desperados, si inserisce perfettamente nell'ottica alcol-festa-musicale e nello spirito goliardico che regna sovrano. Se al momento di iniziare Angelripper era minimamente sobrio, al termine dello show non lo è di certo. Com'è giusto che sia.
Prosit!
DESTRUCTION
18.20 - 19.15
"Siete pronti per la Distruzione Totale!?!?!"
Sì, caro il mio Schmier, Tradate era pronto, e lo ha dimostrato assicurando al devastante Show dei Destruction un caldo supporto. Con questa frase il bassista della band teutonica ha scatenato le legioni del thrash metal in un'orgia di pogo e violenza sonora della durata di circa un'ora. Il Frontman si lancia anche in una serie di presentazioni dello show in italiano, a volte stentato, ma l'impatto della musica dei Thrashers tedeschi rimane comunque la principale attrazione dello Show. Qualche perla del passato sparato subito in faccia al pubblico e qualche più recente sonora mazzata scandiscono la prestazione maiuscola della band, lasciando una "paltea" letteralmente stremata al termine del concerto. Fottutamente Trve.
Setlist(in ordine sparso):
course the gods
nailed to the cross
thrash till death
mad butcher
invisible forces
metal discharge
eternal devastation
life without sense
eternal ban
DISSECTION
19.35 - 20,40
Jon Nodtveit torna in italia , e lo fa in pompa magna partecipando per la prima volta ad un festival della nostra penisola. Peccato però perchè se la band svedese è in gran forma, non lo è di certo l'impianto dello strumento del frontman; il suono della chitarra va e viene, i tecnici intervengono ma niente da fare, alcuni riff scompaiono, gli assoli sono spesso incompleti e al momento del riff iniziale di "soul reaper" Jon suona ma dalle casse non esce alcuna vibrazione, costringendo a ripartire dall'inizio della canzone. insomma, un'esibizione che poteva essere di grande spessore rovinata da problemi tecnici di vario genere. Stupiscono comunque il potenziale del gruppo dal vivo, un pò per la bravura dello stesso Jon, un pò per le qualita' dei suoi compani: in particolare è Incredibile come il batterista riesca a riprodurre anche dal vivo il particolarissimo suono di una delle più belle batterie black, con tanto di echi ed effetti "ovattati" sentiti su disco . Nonostante tutti gli inconvenienti il pubblico è abbastanza caldo e finalmente vengono accontentati pure i Blacksters presenti.
Sfortunati.
Setlist (in ordine sparso):
Maha Khali
Soulreaper
The Somberlain
Where Dead Angels Lie
Night's Blood
Retribution/Storm of the Light's Bane
Thorns of Crimson Death
CANDLEMASS
21.00 - 22.30
Pare che persino Madre Natura abbia accolto con plauso la prima volta dei padri del doom metal in Italia e si sia, perciò, adoperata nel creare l'atmosfera più adatta all'evento: violente folate di vento freddo ed il cielo plumbeo di Tradate sono, infatti, il perfetto
scenario all'esibizione dei Candlemass. Cornice piuttosto intossicante per il pubblico (causa polverone levato dall'aria), ma che all'occasione e per il genere, si rivela spettacolare ed arricchisce uno show già maestoso e potente... proprio come il sound stesso della band svedese. Il gruppo, nella line-up storica dei tempi del capolavoro Nightfall (Messiah Marcolin - voce, Leif Edling - basso, Mats Bjorkman - chitarra, Lasse Johansson - chitarra, Jan Lindh - batteria), suona in sede live svariati brani tratti dal nuovo album Candlemass: ad esempio Copernicus o Assasin of The Light, e attinge al vecchio repertorio con pezzi del calibro di Solitude e Samharitan.
Il suono qui, a differenza dei Dissection, è buono e conferisce la necessaria corposità all’incedere cupo, drammatico e solenne della musica. L'esibizione, tanto attesa quanto memorabile, ha di sicuro soddisfatto le aspettative dei fan italiani visto l’entusiasmo e la partecipazione; calore corrisposto dalla band attraverso l'impegno e l'energia impiegati durante l’intero concerto. In scena indossando il caratteristico saio monacale, Messiah Marcolin, carico ed in forma superba, si sforza anche di presentare lo spettacolo in un italiano abbastanza zoppicante; instancabili pure Edling e compagnia, autori d'una performance senz'altro lodevole.
Setlist (in ordine Sparso):
Intro
Black Dwarf
Mirror Mirror
Samarithan
Assassin of the Light
Solitude
At the Gallows End
Seven Silver Keys
Copernicus
Bearer of Pain in medley col finale di A Sorcerer's Pledge
The Well of Souls in medley con Dark Are the Veils of Death
DIO
23.00 - 00. 45
63 anni (64 il 9 luglio) e non sentirli. Qual'è la formula della giovinezza del sempreverde folletto del Metal Ronnie James Dio? Sono in molti a chiederselo, ma nessuno può rimanere indifferente ad una vera e propria istituzione del genere, presente da oramai più di 30 anni sulle scene musicali. Un periodo lunghissimo che non ha lasciato però cattivi segni sulla carriera del singer, bensì lo ha avvolto in un alone di mito lasciando intatta la sua splendida voce. Nonostante l'età e la pioggia che ha cominciato a scendere proprio durante il suo Show, Ronnie non si è tirato indietro e a sfoderato una prova ineccepibile. Calda, potente e diretta pure tutta la Band, rocciosa nello sfoderare un suono talmente Heavy Metal da attirare buona parte degli artisti esibitisi in giornata a godersi lo spettacolo in mezzo al pubblico. I classici della sfavillante carriera del vocalist ci sono tutti: da "Man on the silver mountain" a "Stargazer", passando dall'antemica "Long Live Rock'n'Roll" fino a "The gates of Babylon" in rappresentanza dei mitici Rainbow, "Heaven and Hell" e "Neon Knights" per ricordare il periodo coi Black Sabbath e le perle da solista come una struggente "Don't talk to Strangers" e una graffiante "Holy Diver". Sono solo alcuni degli Highlights proposti, snocciolati uno dopo l'altro da un Dio in splendida forma. Lo Show sfiora quasi le due ore e va a chiudere un'edizione del Tradate Iron Fest a mio avviso davvero memorabile.
Prossima Tappa: Tradate 2006!
Setlist (in ordine sparso):
Man on the silver mountain
Stargazer
Long live rock n roll
Gates of Babylon
Heaven and hell
Neon Knights
Holy Diver
Stand up and shout
Rainbow in the dark
Don't talk to stranger
The last in line
We rock
Egypt
Sunset Superman
Killing the dragon
Shiver
+ assolo di Craig Goldy
+ assolo di Simon Wrig
Articolo a cura di Marco "GuardiaN!" Lena e Monica "Tinùviel" Pe
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