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Buona lettura
Eviscerate (Nicola)
articolo di: Guardian!


Gli Eviscerate sono davvero una di quelle band che sembrano gettare una luce di speranza sul futuro della scena Metal italiana. A seguito dell'uscita, e della conseguente recensione, dell'ottimo Demo "Shadows Out Of Time", abbiamo contattato Nicola Panteghini, chitarrista della Band bresciana.


1. Dunque, avendo sentito sia il primo demo "Eviscerate" che l'ultimo "Shadows.." non posso non aver notato l'importante svolta "professionale" e personale data al vostro sound.
Da cosa nasce? Come è mutato il songwriting?


Semplicemente prima eravamo più piccoli ed immaturi, e quindi più influenzabili; adesso lo siamo meno… di solito ci piace far leva sul cambiamento e ci fa piacere vedere che qualcuno nota queste cose, ci piace l’evoluzione, il guardare avanti, evitando cose strafatte… questo non vuol dire che riusciamo sempre nei nostri intenti però almeno ci proviamo…!


2. C'è un maggior "compositore" fra voi o siete tutti alla pari?

Direi che tutti contribuiscono in maniera vitale ai pezzi; se proprio devo esprimermi direi che il grosso viene fatto da chitarristi e bassista e il batterista assimila… questo non vuol dire che gli imponiamo delle scelte, andiamo avanti così da sempre e c’è un buon equilibrio.



3. Avete una line up stabile fin dagli esordi, credo un bel sintomo di amicizia e sintonia della band. Quanto ha contato questo fatto sull'evoluzione del vostro sound?

Beh… si parla di musica sempre e ci si influenza a vicenda, qualche volte ci si pesta, ma prevale sempre il rispetto nei confronti delle scelte degli altri, e una certa apertura nei confronti delle critiche che ci scambiamo… ci conosciamo bene, a volte si alza la voce, ma non per questo non ci si guarda più in faccia; spero continui sempre così!


4. Quanto contano i testi rispetto alla musica?

E’ innegabile: sono in secondo piano (almeno penso…). Noi facciamo il pezzo strumentale e lo uniamo ad un testo preesistente in un secondo momento… tentiamo ovviamente di evitare grosse cazzate e dare un senso al tutto; vedi, almeno per me è più facile scrivere musica, mi sento diciamo più autorizzato a farlo… scrivere un testo è una cosa seria ed è per me immensamente più difficile e non mi sento certo un letterato… lo faccio (alcuni testi comunque sono anche di Mario e Giancarlo…) perché serve e perché comunque qualche volta qualcosa butti giù. Mi sembra comunque che lo stesso genere sia spinto a riservare più importanza alla musica… ad esempio, se leggiamo una recensione qualsiasi, è difficile che si parli dei testi, si tende di solito a far paragoni dal punto di vista musicale come se le parole non avessero valore… mi piacerebbe che qualcuno si esprimesse sui nostri testi anche solo per dire: che immensa stronzata!




5. Avete registrato "Shadows.." ai Nadir Studios di Genova. Come avete vissuto questa nuova esperienza? Qualche aneddoto da raccontarci?

C’è sempre da imparare, soprattutto in quelle situazioni… l’esperienza l’abbiamo vissuta bene, siamo stati ospitati, Tommy ci ha trattato molto bene ed è stato molto professionale.
Ti posso raccontare un aneddoto: nel momento di registrare le chitarre ho imbracciato la mia Ibanez e ho fatto una paio di accordi: Tommy mi guarda e mi dice chiaramente che la chitarra NON è ADATTA al nostro scopo perché poco potente, che suono troppo piano e che quindi non riesco a rendere degli stoppati decenti… stesso problema con quella di Mario: il suono dell’ampli (un Mesa con 8 coni attaccati) non spinge… non ho fatto neanche in tempo a dispiacermi che aveva già collegato-scollegato-girato e pirlato: dopo un secondo la mia chitarra aveva un suono della Madonna, che è quello che si sente….


6. Avete avuto contatti con qualche casa discografica?

Sì, tutte straniere; si rimane in contatto e si valutano le proposte che arrivano… per ora siamo ancora autogestiti, diciamo così…

7. Le vostre esibizioni dal vivo sono sempre ben accolte dal pubblico che vi segue numeroso. Che ne pensate?

Mi sembra che alla gente piaccia quello che facciamo… devo dire che mi fa piacere sapere comunque che alcuni invece non ci sopportano, o meglio, non capiscono le nostre scelte… non pretendiamo di piacere a nessuno e non facciamo musica per il pubblico; la facciamo per noi e se poi piace abbiamo raggiunto quello che volevamo. Ai nostri concerti capita raramente che il pubblico sia numeroso… alti e bassi… a volte suoniamo davanti a 10 persone, altre volte a 200, non si può mai sapere come sarà la serata… se fai metal è così, niente palle!




8. Nel prossimo futuro cosa vi attende?

Un full-lenght registrato sempre da Tommy a Genova a settembre, che verrà stampato quando sceglieremo di firmare una proposta soddisfacente di un’etichetta. Sinceramente pensavamo anche di mettere su un gruppo cover con gli stessi componenti per girare i locali della nostra città, ma è tutto un progetto….


9. A voi la chiusura:

Collegatevi al nostro sito www.eviscerate.it, leggete le nostre future date, schiodatevi dal vostro computer, e venite a sentirci! Noi e la scena metal italiana abbiamo bisogno di supporto, senza pubblico siamo solo sangue e merda (molto pulp… pure troppo!).


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