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Altro appuntamento da non perdere per i metallari campani, all'oddly shed (CE), per un evento organizzato ancora una volta dalla iperattiva "Delirio Concerti", che dopo aver proposto recentemente grossi nomi della musica estrema italiana come Infernal Poetry ed Illogicist, ci offre
una serata all'insegna del metal piu'classico e melodico. C'e'grande affluenza di spettatori, il locale e'colmo, c'e'grossa attesa di vedere all'opera una delle band piu'importanti della scena italiana, i Labyrinth, tralaltro alla loro "prima" davanti al pubblico campano.
Ad aprire la serata, due band dell'underground partenopeo (ottima scelta questa:e'una buona occasione per i gruppi emergenti per proporre la propria musica), ma andiamo con ordine.
I primi a calcare il palco casertano sono i REMEDY LANE, una band dedita ad un power metal molto classico. La performance dei nostri scorre tranquillamente, il pubblico e'un po'freddino, ma resta la validita'della band, che forse pecca un po'in quanto a presenza scenica. Buona prestazione comunque, arrichita dalla cover dei Rhapsody "Dawn of Victory"... i defenders presenti godono...
E'il momento di un'altra band napoletana di piu'alta caratura, i VALIANCE: il sestetto e'forte di una piu'che discreta esperienza live e anche studio, visto che ha alle spalle due full length e un contratto con la label greca Black Lotus. I nostri propongono un heavy-power metal in cui pero'sono ben incastonate influenze progressive e sonorita'moderne. La sezione ritmica e'compatta e potente, i chitarristi non si dilungano nei soliti e canonici lunghi e inutili assoli, sfoggiando
all'opposto, un riffing massiccio e gradevoli intrecci melodici ben supportati dal tastierista Ciro. Un discorso a parte va fatto per il singer Carmine Gottardo: davvero impressionante sia per doti canore che per presenza scenica; alterna linee melodice "cattive" e graffianti a parti piu'melodiche e orecchiabili, incita il pubblico, si muove come un dannato sul palco in tutte le direzioni. Il pubblico gradisce e ricambia con incitazioni ed applausi, soprattutto durante il quarto brano proposto, durante il quale fanno il loro ingresso sul palco due uomini che indossano tute bianche e mascherine:prendono il singer sulle proprie spalle e lo portano dietro le quinte, e
parte un'assolo di chitarra. Alla fine, per la gioia dei presenti, suoneranno anche la cover dei Motorhead, "Born to raise hell". Promossi a pieni voti.
Un interminabile cambio palco e giunge il momento piu'atteso della serata...i Labyrinth salgono sul palco con uno strano look (camicie di forza per tutti) soprattutto del bassista:pantaloni viola e basso a fiori...per fortuna che il caldo del locale costringera' la band dopo qualche pezzo a
svestirsi delle strane casacche!
Il combo toscano comunque non e'qui per mostrare il look da manicomio, ma per presentare il nuovo album "Freeman", e infatti si comincia proprio con un brano estratto dal nuovo lavoro. Il pubblico mostra di gradire fin dall'inizio, ma si scatena a partire dal secondo brano, un estratto dal
penultimo album:"livin'in a maze".Cosi'la band propone i nuovi brani alternandoli ai classici: tra i primi risultano piu'gradevoli brani come "LYAFH", "Deserter" o "Freeman".Ovviamente, vuoi perche'non tutti conoscevano i nuovi brani, vuoi perche'i metalkids presenti sembravano preferire le cavalcate power classiche ai mid tempos melodici, ma ogni qualvolta che il sestetto attaccava con brani storici come "Touch the Rainbow" si scatenava il pogo e il coro dei presenti. Da segnalare l'ottima prestazione vocale di un Tiranti davvero in forma, che oltre ad essere impeccabile e pulito mette spesso e volentieri alla prova le sue corde vocali con lunghissimi acuti;e la compattezza della sezione ritmica, soprattutto per quanto riguarda il lavoro di precisione e fantasia svolto dietro le pelli da Mattia Stancioiu, mentre il duo Gonella-Cantarelli mi e'sembrato a tratti svogliato ed impreciso. Lo show dei nostri e'stato comunque degno di nota : il pubblico ha gradito tutti i brani e non ci sono stati momenti vuoti in tutta la durata (un paio d'ore) del concerto. Si chiude con uno dei brani piu'classici dellaband, "Moonlight", gli spettatori si scatenano e tutti cantano a squarciagola... solito finale con acuto di Tiranti di mezz'ora e si va tutti a casa. Se dovessi trovare una nota negativa in tutto lo show dei Labyrinth sarebbe sicuramente il momento in cui Tiranti comincia a polemizzare sul riscontro di "Freeman", con frasi del tipo :"Ce ne hanno detto di cotte e di crude"..."Ma noi non interessa di quello che dicono gli altri"...le solite lagne insomma. Sembravano un po'fuori luogo (a mio giudizio) in quanto il pubblico casertano e'stato assolutamente squisito e corretto come sempre...
Nel complesso comunque un'ottima serata, con una buona affluenza, che poi e'quello che conta: il popolo metal del sud ha fame di buona musica e ogni volta che capita l'occasione, dimostra sempre affetto e partecipazione!
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